FIRENZE: gettato nel cassonetto a 17 anni con un colpo in testa e un taglio per togliere il microchip.

Costanza è stata scelta dalla sorte. Una sera di un po di tempo fa, mentre era affacciata al balcone udi dei guaiti provenire dal cassonetto sotto casa.

Velocemente si precipitò, venivano da un sacco nero, il marito la raggiunse e quel che ne uscì fuori segnò profondamente le loro vite. Un cockerino anziano, freddo, erano i suoi ultimi lamenti forse, con le lacrime agli occhi lo portarono in clinica, era gravissimo!

Lo chiamarono Boh, perché nulla si sapeva nulla di lui, i medici lo trovarono denutrito, malato e maltrattato, forse una botta in testa per ucciderlo definitivamente e un taglio vicino la gola, goffo tentativo di togliere il microchip, il cane era già in coma!

Ci fu una corsa di solidarietà, emerse una comunità meravigliosa, tanti fiorentini parteciparono alle spese, al supporto morale di Costanza che faceva avanti e dietro, offerte di adozione e chi meno poteva si recava in clinica per dare una carezza amorevole a quell’anima che sembrava voler comunque vivere, Boh non mollava!

Venne diagnosticata una malattia al cervello, i diciassette anni erano anche molti, ma Costanza non si perse d’animo e decise che avrebbe amato quel corpo finché avrebbe voluto il Signore.

Una cosa mancava, chi aveva fatto questo a Boh? Purtroppo si rintracciarono i proprietari, due anziani, molto anziani, malati ma testardi nell’insistere che Mignon, questo il suo vero nome, era morto e che non sapendo cosa fare l’hanno caricato in auto e buttato.

Si sono contraddetti tante volte e alla domanda:”E’ vivo lo riportiamo qui nella sua casa?” La signora per poco sviene:”Oh che si fa, si ricomincia da capo? No no per carità, il nostro cane è morto!”Ovviamente non sarebbe stato mai restituito!

Boh, tra alti e bassi, tirò ancora un pochino, morì poche settimane dopo tra le braccia calde e amorevoli di Costanza che versò cosi tante lacrime come mai in vita sua. Quella famiglia sembrò proprio una mela marcia in mezzo a tanta roba di qualità, tante persone amorevoli in quella città si strinsero intorno a Boh, fu un vero gioco di squadra, una grande dimostrazione di civiltà e amore per gli animali!

di Redazione 2