“Ho aspettato quel momento per mesi…”

“Vedevamo un dolce gattino nero gironzolare intorno alla nostra casa ogni giorno. Non si lasciava avvicinare in nessun modo, ma io gli mettevo da mangiare in un angolo e poi rientravo guardandolo con la coda dell’occhio. Non appena mi allontanavo, il piccolo andava a mangiare la buona pappa e mi guardava come se volesse ringraziarmi ma allo stesso tempo non era pronto per una casa.”

“Abbiamo deciso di assecondarlo e di accettare la sua decisione. Gli saremmo stati accanto comunque e lo avremmo vigilato da lontano. Non appena sarebbe stato pronto ero sicuro che sarebbe stato lui stesso a farcelo capire. Poi un pomeriggio sono uscito per la solita passeggiata e non l’ho visto. Stessa cosa per una settimana. Mi sono preoccupato tantissimo. Quasi mi sono incolpato per non aver fatto di più per conquistare la sua fiducia. Ho temuto per il peggio.”

“Quando ormai io e mia moglie stavamo per perdere la speranza, eccolo che lo vediamo spuntare da un angolo della strada. Era tutto sporco e pieno di ferite. Era evidente che non mangiasse da giorni. Probabilmente aveva avuto una colluttazione con qualche altro randagio. Ad un tratto mi sono commosso vedendolo avvicinarsi a me e salire sulle mie ginocchia. Quel momento che avevo aspettato per mesi era finalmente arrivato. Lui non voleva più stare solo. Ci aveva scelto per essere la sua famiglia. Penso che quello sia stato uno dei momenti più commoventi di tutta la mia vita. L’ho chiamato Joe.”

“Sono passati due anni da quel giorno e Joe ormai è parte della mia vita. Non saprei come fare senza di lui. Lo ritengo il regalo più prezioso che abbia mai ricevuto. A tutti coloro che si trovano ad avere la possibilità di aiutare chi è in difficoltà, il mio invito è quello di non girarsi dall’altro lato, ma di fare. In fondo dobbiamo pur meritarci l’appellativo di esseri umani!”