Le sue unghie erano così lunghe che le impedivano di camminare

“Stavamo facendo una gita in automobile. Lo facciamo spesso, ci piace molto ammirare la bellezza della natura dal finestrino dell’auto! Ogni volta era un’esperienza diversa, vedevamo alberi, fiori e specie animali mai viste prima. Era sempre un’avventura! Macinando chilometri questa volta ci siamo imbattuti in qualcosa di veramente inaspettato, sul ciglio della strada c’era qualcuno…!”.

Glynis, era a ridosso della strada, sola, abbandonata e al freddo. “Ci siamo avvicinati, era un cane! Le sue condizioni erano gravissime, non sapevamo davvero cosa fare. Le strade di Hoddenson sono sempre deserte, c’eravamo solo noi… dovevamo immediatamente chiamare i soccorsi!”. Quando gli operatori di una nota associazione che protegge gli animali sono arrivati, si sono trovati di fronte ad una scena a dir poco raccapricciante. La cucciola non solo era stata abbandonata, ma non riusciva neanche a camminare!

Glynis aveva unghie lunghissime, così tanto trascurate che si erano ripiegate su loro stesse, verso i cuscinetti delle zampe e la ferivano impedendogli la deambulazione. “Le sue unghie, prima di incastrarsi nei cuscinetti, avevano fatto tre giri. A prima vista c’era una brutta infezione in corso”, raccontano i soccorritori. La cucciola è stata immediatamente caricata sull’automobile e portata di corsa alla più vicina clinica per animali. “E’ ovvio che le unghie non vengono tagliate da molto tempo”, ha commentato il veterinario della associazione “Rescue Remedies charity”, dove l’animale sta ricevendo le cure.

La pelosetta, in clinica, è stata sottoposta a svariate analisi ed esami. Purtroppo la diagnosi diveniva sempre più negativa: Glynis aveva una grave infezione agli occhi e all’utero. Essendo una cucciola di razza, lo staff medico ha ipotizzato che l’animale sia stato maltrattato e poi abbandonato, da un allevatore di cani senza scrupoli. Glynis probabilmente era stata sfruttata ai fini della riproduzione, confinata per anni in un box freddo e umido. Questo, ad oggi, spiegherebbe il suo carattere ostile e poco socievole, distaccato verso l’essere umano. Lo stesso veterinario, dopo accurati accertamenti, ha confermato: “In base alla morfologia emerge che la cagnolina ha avuto tantissime gravidanze!”.

Si intuisce facilmente che la cucciola è stata chiusa in una gabbia per anni. Infatti, non solo non riusciva a camminare a causa delle unghie lunghe, ma non aveva sviluppato i muscoli delle zampe posteriori. Condizioni fisiche che ancora di più hanno avvalorato l’ipotesi di sfruttamento per la riproduzione. A distanza di una settimana, dopo diverse cure e trattamenti, fortunatamente le condizioni di Glydis sono iniziate a migliorare. Ora la cucciola riesce a dimostrare tutta la sua gratitudine a coloro che l’hanno salvata. Per adesso è ancora in quella clinica, aspetta qualcuno che la porti a casa con sé e che riesca a donarle un po’ di amore.

La polizia locale ha denunciato il caso alle autorità, avviando un’indagine per il reato di maltrattamento. “Non è possibile ridurre un cane in queste condizioni, sfruttarlo in questo modo e poi abbandonarlo”, ha dichiarato l’ispettore della società di protezione animali. Inoltre ha invitato tutti a fornire indicazioni utili per risalire al proprietario o alla persona che ha ridotto Glydis in quello stato!

Speriamo che ci sia giustizia per Glydis, diffondete la sua storia!