Prima abbandonato, poi investito e lasciato agonizzante ad aspettare la morte

L’orribile episodio è accaduto nella Marsica, dove continuano a verificarsi spiacevoli episodi, sempre più diffusi, sempre più raccapriccianti. Ma non solo qui, sono episodi che ormai si verificano ad ogni angolo d’Italia, ad ogni angolo del mondo intero.  Stiamo parlando del fenomeno del randagismo e di quello dell’abbandono, che ormai rappresentano una realtà fuori controllo. La colpa è solo nostra, la colpa è dell’uomo che continua ad alimentarla con il silenzio, con l’omertà e soprattutto con la cattiveria.

Non solo questo cane è stato abbandonato in condizioni impossibili per la sopravvivenza ma è stato investito e lasciato, agonizzante, a morire per strada. Solo un vigliacco ha potuto compiere un gesto del genere, se l’è data a gambe lasciando un povero essere indifeso e sofferente, in balia della morte.

“Erano da poco passate le 17:00 quando nei pressi del cimitero di un paesetto vicino alla mia città, ho visto una ragazza soccorrere un cane, credo fosse un bracco tedesco di circa due anni. Aveva un collare militare al collo. Era molto agitata e mi ha spiegato che era stato investito da una macchina bianca, forse un Suv, il cui conducente è fuggito immediatamente”, il racconto rilasciato sui social. Il cane è stato portato immediatamente alla clinica veterinaria ma non c’è stato niente da fare. Aveva la prima vertebra fratturata, un’anemia gravissima e un avanzato stato di malnutrizione.

Non riesco a credere che ogni passante che abbia visto aggirarsi quel povero randagio, in quelle condizioni, si sia voltato. Spero, invece, che sia scappato a qualche imprudente cacciatore. Anche se ci credo poco. ” continua la ragazza. “Ma una cosa la so, nulla di tutto ciò riesce a giustificare la crudeltà e la malvagità umana. Continuo ad avere i brividi. Voglio mostrarvi la foto con la speranza che qualcuno possa aver visto”.

Vedendo queste immagini il primo sentimento che ci assale è la rabbia, seguita dal ribrezzo. “Il territorio marsicano, come tanti altri territori italiani, ha una tra le più belle faune ma il contatto uomo – animale è inesistente. Credo che tutelare la propria terra sia una delle cose fondamentali e il fenomeno del randagismo e gli episodi di abbandoni e maltrattamenti, non dovrebbero esistere!”

Vi abbiamo raccontato la storia di questo ANGELO perché se ne è andato via così, senza un nome,  portando con se solo ricordi legati alla sofferenza. Vogliamo che almeno abbia un posticino nel cuore di ognuno di noi. Vogliamo che qualcuno sia dalla sua parte, vogliamo che mentre attraversa il ponte dell’arcobaleno, non si senta solo!

RIP cucciolo.