Quello era proprio il suo cane

Ormai si fidava di loro, non era la prima volta che lo lasciava nelle loro mai, una pensione per cani vicino casa è una gran comodità, brave persone, professionali e competenti. Di Leo il suo papà umano, Mike, era molto geloso ma, lo poteva controllare di continuo sul suo cellulare, aveva sempre l’accesso alle telecamere interne

E’ stato proprio quell’applicazione sul telefonino che ha cambiato il destino del suo cane. Era appena arrivato sull’isola dove avrebbe trascorso giorni indimenticabili. Sole relax e divertimento dovevano essere i suoi componenti. Mentre aspetta la cena in albergo si collega, aveva proprio voglia di vedere il suo bimbo, magari era solo soletto in un angolo per la mancanza del suo papà. La scena è sconvolgente, l’educatrice trascina Leo, lo prende a calci, lo sbatte di forza dentro il suo box accompagnandolo con un calcione finale. Mike si sente male. è così distante che non può far nulla, chiama l’asilo e li minaccia di mandare i carabinieri, non devono più avvicinarsi al cane, per nessun motivo, avverte che starà appiccicato alla web cam senza mai chiudere. Chiama la sorella e la supplica di andare a prendere il “nipotino”. La donna, figuriamoci, non se lo fa ripetere due volte, amano tutti i cani in famiglia. Il giovane prende il primo volo disponibile l’indomani, intanto Leo è già al sicuro a casa di sua sorella Diana, la preoccupazione e l rabbia non l’hanno fatto riposare tutta la notte. Il giovane va all’asilo e inveisce contro l’educatrice e la direttrice, lei si difende dicendo che il suo cane aveva fatto il pelo alto quando ha visto l’altro cane

lei si è basata sulla sua esperienza e

l’ha divisi così per la paura.

Meglio un mio calcione che due cani di grande taglia che si azzannano!

La verità verrà stabilita, è stata aperta un’inchiesta, negli altri paesi non è permesso maltrattare gli animali e chi lo fa viene punito!

di Redazione 2