Rapita, picchiata e tenuta prigioniera, bambina di 12 anni salvata da tre leoni

In Etiopia, che è un paese molto povero, esistono ancora i matrimoni combinati con delle ragazzine ancora minorenni, purtroppo credono ancora all’inuguaglianza dei sessi e che la donna sia inferiore all’uomo. Spesso vengono violentate donne e bambine e nessuno punisce quei mostri. Oggi vogliamo raccontarvi una storia che è accaduta poco tempo fa e che ci fa riflettere sull’intelligenza degli animali. Sembra quasi una fiaba. una leggenda ma invece è reale. E’ stata pubblicata sul sito della BBC con tanto di fonti della polizia dell’Etiopia.

Una ragazzina di soli dodici anni, mentre tornava a scuola, è stata rapita da un gruppo di sette malviventi. E’  stata portata in una foresta, in mezzo al nulla, violentata, picchiata e costretta a sposare un uomo più grande di lei di trent’anni. Poi tenuta a vivere in una capanna per una settimana. La piccola durante tutto il periodo del rapimento urlava e piangeva, con la speranza che qualcuno la sentisse. Fortunatamente dopo più di una settimana di prigionia, dei leoni la salvarono. Hanno udito la sua sofferenza, hanno capito che avesse bisogno d’aiuto e sono intervenuti.

La cosa più incredibile è che solitamente i leoni attaccano gli esseri umani, invece questa volta hanno portato via la ragazzina dalla foresta, lontano,  dove nessuno poteva vederla, ma senza spostarsi mai da vicino a lei. Quando arrivò la polizia per salvarla, i leoni gliela consegnarono e poi se ne andarono. Sono rimasti lì a proteggerla… hanno capito di potersi fidare degli agenti e l hanno lasciata in mani sicure.

Un esperto ha detto che i leoni, nel momento in cui hanno sentito il pianto della ragazzina, l’hanno scambiato per l’urlo di un cucciolo di leone in difficoltà e per questo hanno agito così.

Tutti credono che questo sia stato un miracolo a la cosa fondamentale è che ora la bambina sia salva e sia riuscita a riprendersi in mano la sua vita. Condividete per dimostrare quanto gli animali hanno da insegnarci.

Fonte: www.repubblica.it

di Lisa