Scatta delle foto agli orsi dello zoo e le condivide sul web: il loro aspetto emaciato indigna tutti

Gli animali cresciuti in cattività, specie se strappati al loro habitat naturale per essere rinchiusi in zoo e circhi, sono destinati a portare avanti una vita triste e che non si addice alla loro indole. Può sembrare bello vedere tigri, orsi e leoni marini dietro a sbarre e vetri, mentre i bambini guardano tali animali con occhi estasiati e curiosi.

Ma la verità è che le povere creature che stiamo osservando vorrebbero essere da tutt’altra parte, insieme ai loro simili ed in spazi aperti dove giocare, correre e cacciare come prevede la loro natura. Il protagonista di questo video lo sa bene… Ci troviamo a Bangung, nell’isola indonesiana di Java, dove un visitatore ha registrato un video in uno zoo ad un orso letteralmente scheletrico che non fa altro che supplicare i passanti di dargli del cibo. Chi ha registrato e condiviso sul web questo video è un attivista, amante degli animali, che per provare a far star meglio il povero orso ha iniziato a lanciare biscotti e caramelle che aveva con sé nello zaino nel vago intendo di nutrire le creature affamate. L’uomo è entrato in incognito nello zoo per accertarsi delle condizioni in cui si trovavano gli animali e, come pensava, non ha avuto belle sorprese. Il gruppo di cui fa parte è lo Scorpion Wildlife Trade Monitoring Group, dedicato al monitoraggio di questi ambiti zoologici. Il direttore del gruppo, Gunung Gea, ha dichiarato: “Quando il mio inviato è andato allo zoo la settimana scorsa, ho notato che nel recinto degli orsi non c’erano né erba né cespugli o alberi… sembrava una vera e propria prigione. Gli orsi sopravvivevano nutrendosi delle proprie feci, e quando abbiamo contattato il personale dello zoo ci siamo sentiti rispondere che gli animali, orsi compresi, stavano bene e che non ci era permesso vederli da vicino.”

Eccoli i poveri orsi..

Vederli implorare un po’ di cibo è terribile

Queste cose non dovrebbero accadere

È una cosa tristissima

Le cose devono cambiare!

di Redazione 1