8 sistemi per capire se gli oli essenziali sono falsi

 

Dobbiamo fare attenzione quando compriamo degli oli essenziali ad acquistare sempre prodotti di alta qualità: in questo caso optare per versioni più economiche non è sempre la scelta migliore. Gli oli essenziali migliori sono quelli puri al 100%, quelli di scarsa qualità provengono da materie prime povere o sono stati addizionati con additivi o non sono stati trattati correttamente. A volte questi oli essenziali adulterati non hanno efficacia, a volte possono anche provocare effetti collaterali.

Bottigliette di oli essenziali puri al 100%
Bottigliette di oli essenziali puri al 100%

Questi sono 8 sistemi per capire se gli oli essenziali siano di alta qualità e non siano falsi o adulterati:

1) tipo di contenitore: gli oli essenziali di qualità migliori sono contenuti in bottiglie di vetro scuro e dotate di contagocce. Se trovate a minor prezzo oli essenziali in bottigliette di plastica o di vetro trasparente, state comprando dei prodotti di qualità inferiore. Assicuratevi anche che siano conservate in un luogo fresco

2) nome dell’olio: soprattutto quando li comprate online, assicuratevi che oltre al nome comune sia indicato anche il nome in latino. Se quest’ultimo non c’è, potreste star comprando un olio qualsiasi al quale è stato aggiunto poco prodotto per dargli il giusto profumo

3) prezzi troppo convenienti: scegliere i prodotti sempre in base al prezzo inferiore non vuol dire ottenere i prodotti migliori. Se costa troppo poco, vuol dire che per produrlo hanno risparmiato su fattori come la qualità e la sicurezza

4) origine: visto che gli oli essenziali derivano dalle piante, è importante acquistare prodotti biologici per evitare la possibile contaminazione con pesticidi. I migliori sono quelli certificati USDA e che contengono la dicitura “wild-crafted” ovvero derivati da piante raccolte in natura e non coltivate

5) presenza della dichiarazione di purezza: l’etichetta deve sempre indicare che l’olio essenziale è puro al 100%. Se non trovate questa dichiarazione, vuol dire che l’olio essenziale è stato alterato o mescolato con qualcosa d’altro. E se l’olio essenziale non è puro, non funziona

6) odore: se acquistate un olio essenziale sempre della stessa marca, non aspettatevi che abbia sempre lo stesso identico odore. Se così fosse sarebbero state aggiunte sostanze chimiche di sintesi per unificare l’odore. Mentre il profumo di un prodotto ottenuto da piante naturali varia a seconda di fattori ambientali in cui la pianta è cresciuta: livelli di pioggia, temperatura dell’aria, la composizione del suolo…

7) bottiglia sigillata: i tappi devono sempre essere sigillati con quello che si chiama orifice reducer o foro riduttore. E’ un meccanismo che controlla che le gocce non escano tutte insieme. Questo serve sia per poter utilizzare la giusta dose, sia per limitare l’esposizione dell’olio essenziale all’aria in quanto è soggetto ad ossidazione

8) test purezza: una volta acquistato l’olio essenziale, prima di utilizzarlo fate sempre questo test di purezza. Mettetene una goccia su un pezzo di carta bianca (un normale foglio da stampante va benissimo) e poi lasciatelo asciugare. Se si lascia dietro un anello d’olio, allora non è puro. Alcuni oli particolari, però, possono rilasciare un leggero alone perché sono più densi, comunque questo alone non è mai unto. Succede con il legno di sandalo, l’olio di patchouli e la camomilla tedesca

di Laura Seri