Apipuntura, il nuovo elisir di bellezza con il veleno delle api

Il termine Apipuntura vi dice qualcosa? Per chi ancora non lo sapesse, il veleno delle api possiede diverse proprietà benefiche e può rendervi più belle! Lo so è pazzesco, ma viene utilizzato anche in omeopatia, per curare diverse malattie infiammatorie e reumatiche.

Questo segreto di bellezza “fuori dagli schemi” è stato rivelato qualche mese sul New York Times da Gwyneth Paltrow, sempre pronta a sperimentare nuove diete e tecniche di bellezza. L’attrice ha dichiarato nell’intervista che il segreto della sua pelle giovane e fresca pare essere il veleno rilasciato dalle punture delle api: “Si tratta di un metodo antichissimo e la gente lo utilizza per eliminare infiammazione e cicatrici. Funziona davvero ma è anche dolorosissimo! Non dimenticherò mai quel dolore”. Per la serie, per belle apparire, bisogna soffrire! Un botox naturale amatissimo da tantissime altre celebs. Ma scopriamo di cosa si tratta più nello specifico…

Gwyneth Paltrow

Che cos’è l’apipuntura

L’apipuntura, consiste nel somministrare il veleno d’ape, sia direttamente attraverso punture d’ape, sia tramite iniezioni sottocutanee con l’uso di siringhe, per curare malattie reumatiche, artrite cronica, sclerosi a placche, il nervo sciatico, borsiti e tendiniti, ed alcune malattie infiammatorie. Ma non solo, viene usato anche nel trattamento dell’epilessia e dell’incontinenza e nuove ricerche stabiliscono che ha influenze positive per la cura di malattie molto attuali, come l’Alzheimer.

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Il veleno d’ape

Si presenta con l’aspetto di un liquido incolore, al gusto è amarognolo e acidulo. Una goccia di veleno pesa circa 0,3 grammi ed è composta da acqua, acido formico, acido cloridrico, acido fosforico, melittina e acido amminico, la cui degradazione enzimatica produce l’istamina, responsabile della sua tossicità per l’organismo.

Si tratta di una tossicità diversa rispetto a quella del veleno di vipere e serpenti, che provoca un’azione coagulante del sangue, il veleno d’ape è emorragico, quindi ha un effetto contrario, inoltre tra i suoi componenti vi sono elementi che provocano una benefica azione sul sistema nervoso, stimolando nel contempo il cuore e le ghiandole surrenali.

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Apipuntura

Proprietà del veleno delle api

Vi sono almeno 18 componenti attivi con proprietà farmaceutiche nel veleno d’ape: è ricco di enzimi, peptidi e amina biogena. Non è ancora del tutto chiarito il meccanismo della sua azione sull’organismo, ma gli scienziati ritengono che sia in grado di modificare le funzioni del sistema immunitario e di contribuire, grazie all’apamina che agisce sulle ghiandole surrenali, all’attivazione della produzione di cortisolo, un formidabile anti infiammatorio.

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Apipuntura

Come funziona

Questa terapia è tradizionalmente praticata in molti paesi dell’Est Europa, in particolare Romania e Russia da dove provengono i risultati di numerosi studi e ricerche effettuati. Il metodo di cura è molto semplice: si comincia con il primo giorno provocando la puntura di un’ape sulla pelle, due punture il secondo giorno, tre il terzo e così via fino al decimo giorno.

Il prima e dopo dell’apipuntura

Le punture di ape hanno effetti diversi da persona a persona, ma generalmente provocano un edema attorno alla puntura, con sensazione di dolore e un evidente gonfiore. Può capitare che la puntura d’ape provochi uno choc anafilattico, una reazione allergica molto grave che va subito affrontata con la somministrazione di antistaminico, ma solo in casi particolari.

Le proprietà del veleno delle api

Dopo il primo ciclo di punture, si interrompe una settimana e poi si riprende con tre punture al giorno per i dieci giorni successivi. Ulteriore interruzione di una settimana e poi ancora un periodo di dieci giorni con tre punture al giorno… E’ un metodo un po’ impegnativo e non molto pratico, anche se recentemente sono state proposte altre modalità, tra cui quella di usare prodotti a base di veleno d’ape, solitamente sotto forma di fiale, che vengono somministrate tramite iniezione intramuscolare o sottocutanea sulla parte dolorante.

Fonti foto: Think Spirit, Lifestyle.one, harperbazaar, orvieto24

di Angelica Giannini