Frequentare un Wine Resort fa bene per tanti motivi

Se vi diciamo wine resort, cosa vi viene in mente? Sicuramente un posto da favola, un paese dei balocchi, dove il vino è il grande protagonista. Ed effettivamente è così: il turismo enologico è in grande crescita nel nostro paese. Moltissimi i turisti stranieri, ma anche i visitatori italiani, che decidono di andare alla scoperta dei migliori vini del nostro bel paese: i wine resort riescono a coniugare buona cucina, benessere, bellezza, relax e, ovviamente, vini semplicemente unici nel loro genere.

I Wine Resort sono delle realtà nuove nel nostro paese, che coinvolgono piccole o grandi aziende del settore che vogliono proporre ai loro ospiti un’esperienza unica. Ovviamente il vino è grande protagonista, per un turismo che ci permette non solo di degustare le migliori etichette, ma anche di conoscerne la produzione e tutti i benefici.

In Italia il fenomeno dei wine resort è in continua crescita: la Toscana è sicuramente in prima fila, con più di 60 location dove scoprire il buon vino. Ma anche altre regioni d’Italia hanno deciso di seguire questo trend: Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Puglia. Tantissime le realtà che ci permettono di seguire la produzione del vino e conoscerne tutti i segreti.

Ma cosa si fa in un wine resort? Ovviamente si possono fare degustazioni di vino e anche di ottimi prodotti locali, ma si può anche decidere di partecipare alla vendemmia nel periodo giusto dell’anno, si possono visitare le cantine, si può partecipare a corsi per riconoscere il buon vino o per cucinare piatti prelibati da abbinare poi alla giusta bottiglia.

E poi ci sono i resort dove il buon vino non solo si beve, ma si utilizza anche in tantissimi trattamenti di bellezza, per prenderci cura del nostro corpo potendo contare su tutti i benefici dell’uva e dei prodotti che derivano da questo frutto della terra.

Che dite, organizziamo un bel weekend in un wine resort? O addirittura un addio al nubilato o un matrimonio: saranno indimenticabili per tutti gli ospiti!

di Redazione