Incontinenza urinaria: ne abbiamo parliamo con uno specialista

Oggi parliamo di un argomento che imbarazza spesso e volentieri molte donne, di qualsiasi età ovviamente, un argomento che spesso si tende ad evitare, ma che molte donne conoscono bene e affrontano ogni giorno. L’incontinenza urinaria. No, questo topic non riguarda solo le anziane con un prolasso già bello che diagnosticato e no, non parliamo di una cosa così lontana da noi che non vale la pena nemmeno parlarne. Parliamo di una cosa che probabilmente accade a molte di voi e noi, in seguito ad un parto specialmente o ad una gravidanza in generale.

Avevamo molti dubbi, molte domande così, abbiamo deciso di riversare tutte le nostre perplessità al dottor Andrea Militello – Urologo, Responsabile servizio di urologia e andrologia presso la casa di cura Nuova Santa Teresa (Viterbo). Il dottore molto gentilmente ha risposto ad ogni quesito in modo molto chiaro e rassicurante e vale la pena leggerle queste cose, perché la prevenzione, anche per questioni come queste, è sempre utile. Non dobbiamo nasconderci dietro un dito se ci capita magari durante uno starnuto o un colpo di tosse di avvertire qualcosa di strano, una volta capito il meccanismo e capito a chi rivolgerci, il gioco è fatto. Queste sono le domande che abbiamo sottoposto al dottor Militiello, speriamo di esservi state di aiuto, e se avete dubbi o se volete altre risposte, noi siamo qui per voi!

Dottor Militiello, è normale durante gli starnuti, avvertire che c’è qualcosa che non va nelle parti intime? Le perdite sono normali?
Non possiamo parlare di normalità. La perdita involontaria di urina è un sintomo che non dovrebbe esserci. Parliamo chiaramente di piccole perdite, non importanti ma inopportune, quelle che ormai stiamo iniziando a conoscere come “momenti OPS”: quelle piccole perdite che avvengono a seguito di uno starnuto, un colpo di tosse, uno sforzo o una risata e che spesso sono fonte di imbarazzo e disagio.

Quando si trasforma una semplice mancanza di tonicità e contenenza in incontinenza?
Non è facile quantificare il passaggio da mancanza di tonicità a incontinenza, però potremmo considerare la classificazione seguente:
Incontinenza di primo grado: perdita di urina quando si tossisce, si ride o si stranutisce;
Incontinenza di secondo grado: perdite di urina quando si sollevano pesi o si salgono le scale;
Incontinenza di terzo grado: perdite di urina quando si sta in piedi ma non quando si sta sdraiati.

Cosa significa realmente incontinenza urinaria?
Una semplice definizione ci rende tutti d’accordo: l’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina attraverso l’uretra che avviene al di fuori dell’atto della minzione

Quando dobbiamo iniziare a preoccuparci?
Sin dalle prime piccole perdite improvvise, è bene rivolgersi al proprio uro-ginecologo per anticipare e prevenire eventuali complicanze e, soprattutto, trovare insieme un modo per gestire al meglio il disagio.

A volte questi piccoli incidenti ci rendono instabili e insicure, non capiamo cosa ci succede, come possiamo affrontare e superare il disagio?
Primariamente dobbiamo costruire un rapporto vero di comunicazione e ascolto del nostro corpo che ci permette di conoscerlo di sentire quello che ci sta succedendo e di porvi rimedio. Molte giovani donne vergognandosi negano episodi sporadici d’incontinenza urinaria e non se ne prendono cura, rischiando così la cronicizzazione del fenomeno che, in questo modo, diventa molto più complessa da gestire.
Altrettanto spesso succede che si permetta che piccoli inconvenienti modifichino progressivamente le nostre abitudini, con ripercussioni importanti sullo stile e la qualità di vita.
Fortunatamente, però, esistono dei validi supporti sul mercato che, oltre alla ginnastica pelvica, permettono di gestire il disagio e limitarne al minimo l’impatto sulla propria quotidianità: prodotti specifici che dai proteggi slip come Lights by TENA, sottili e adatti alle piccole perdite, agli assorbenti TENA Lady Discreet, più indicati per perdite leggere e moderate, offrono alle donne una protezione duratura che consente di essere sicure e a proprio agio in tutte le situazioni, senza preoccuparsi di cattivo odore e sensazione di bagnato sulla pelle.

Il pavimento pelvico: quali sono gli esercizi migliori?
Il pavimento pelvico, o diaframma pelvico, è composto da diversi muscoli: l’elevatore dell’ano e il muscolo pubo-coccigeo legati tra loro da una membrana di tessuto che attraversa l’area sotto la pelvi.
Esercitare i muscoli del pavimento pelvico è un modo efficace per minimizzare o prevenire le perdite urinarie. Essi possono essere attivati volontariamente, attraverso i famosi esercizi di Kegel, e di conseguenza rinforzati.
Eseguire correttamente gli esercizi dei muscoli del pavimento pelvico significa effettuare delle piccole contrazioni della muscolatura, senza la partecipazione di altre parti del corpo, come ad esempio i glutei, la parete addominale e le cosce.
La tecnica di esecuzione di questi esercizi prevede l’esecuzione di contrazioni della durata di 10” intervallati da pause di uguale lunghezza, da eseguirsi 3 volte al giorno per 10 ripetizioni ciascuna sessione.
Il supporto di un riabilitatore del piano perineale, rimane al giorno d’oggi indispensabile per avere le giuste indicazioni su come agire sul pavimento pelvico.
Sul web, infine, abbiamo molti riferimenti utili, come dedicatoame.it, che possono diventare un ulteriore fonte di supporto per le donne dove scoprire ulteriori esercizi per il pavimento pelvico, informazioni sulla salute intima e consigli per gestire al meglio il fenomeno dell’incontinenza e non solo.

È vero che interrompendo il getto della pipi ogni volta che si va al bagno si aiuta a fortificare il muscolo? Ma in questo modo non peggioro la diuresi?
L’interruzione del getto serve solo a scoprire qual è il muscolo pubococcigeo da allenare, successivamente, negli esercizi specifici. Ma è una pratica sconsigliatissima. Come bloccare una macchina in corsa, la vescica deve svuotarsi liberamente.

Questi problemi, se così possiamo chiamarli, avvengono solo dopo il parto naturale?
Non solamente. Basti pensare che la gravidanza stessa e alcune variazioni ormonali possono scatenarli o amplificarli.

Cosa si può fare per prevenire?
Riassumendo quanto detto. Anticipare gli eventi e iniziare prima del parto una ginnastica pelvica preparatoria. Mantenere sempre uno stila di vita e alimentare consoni, bevendo almeno 2 litri e mezzo di acqua al giorno. Questo impedisce l’insorgenza di infiammazioni e infezioni. Avere un proprio uro-ginecologo di fiducia. Proteggere comunque le piccole perdite con gli appositi presidi di cui oggi si dispone.

di Alessia Mariani