Lavare i piatti per combattere lo stress

 

Normalmente quando si sceglie una cucina, la prima cosa che si acquista è la lavastoviglie, proprio per evitarci lo stress di dover lavare pile di piatti e pentole ogni santo giorno.
Eppure un recente studio dimostra esattamente il contrario, ovvero che lavare i piatti aiuterebbe a ridurre lo stress accumulato durante la giornata.

Secondo quanto pubblicato sulla rivista specializzata Mindfulness, gli scienziati americani hanno scoperto che il segreto di una mente maggiormente beata starebbe nella pratica quotidiana del lavare i piatti.
Chi lava i piatti presenterebbe livelli di stress e nervosismo nettamente minori rispetto a chi lascia le stoviglie ad accumularsi nel lavandino, o a chi delega l’impellenza al partner o agli elettrodomestici.

Lavare i piatti per combattere lo stress

Va da sé comunque che, chiunque si approcci a tale dovere con spirito automatico, poco collaborativo e positivo, non trarrà mai alcun beneficio: occorre vedere questa buona abitudine non come un’imposizione, bensì come un momento utile per prendersi un po’ di tempo e pensare, riflettere, ponderare gli eventi della propria esistenza.
Per giungere a questa conclusione, 51 studenti sono stati sottoposti alla seguente sperimentazione: lavare 18 stoviglie ciascuno.
Il primo gruppo, tuttavia, si accingeva all’impellenza dopo aver letto un trattato sull’esperienza sensoriale che stavano per andare a sperimentare, mentre alla seconda categoria è toccato un saggio sui metodi migliori per pulire i piatti.

Al termine dell’esperienza, tutti i partecipanti sono stati sottoposti ad un questionario riguardante ciò che avevano appena vissuto: a prescindere dal gruppo d’appartenenza, chiunque fosse riuscito ad approcciare il dovere con «meditazione» presentava livelli di stress molto minori, e l’impatto di sensazioni positive quali ad esempio l’ispirazione risultava nettamente più importante.

Per coloro i quali, invece, hanno svolto il compito in modo automatico, i livelli di nervosismo erano più alti del 27%, a fronte di un deficit di ispirazione del 25% rispetto ai colleghi più meditabondi.

di Eliana Avolio