Perché non bisogna svegliare un sonnambulo?

 

Sentiamo sempre dire che non bisogna svegliare un sonnambulo durante una delle crisi di sonnambulismo, ma perché? Cosa succede se lo facciamo? Il sonnambulismo è classificato fra i disturbi del sonno: le sue caratteristiche sono dettate dal fatto che la persona che ne soffre compie, dormendo, attività motorie automatiche, cose che fatte da svegli sono normali, ma che in questo caso vengono compiute dalla persona mentre dorme. Di solito sono maggiormente colpiti i bambini, anche se poi da adolescenti il problema tende a risolversi da solo.

Sonnambulismo e Street Art
Sonnambulismo e Street Art

Se il sonnambulismo compare, invece, negli adulti, ecco che alla base potrebbe esserci anche un disturbo psicotico. Gli attacchi di sonnambulismo si verificano nella fase 3 o 4 del sonno non Rem, quindi nelle prime 2-3 ore di sonno e durano pochi minuti al massimo (di solito).

Il sonnambulo si alza dal letto mentre dorme (quindi ha gli occhi chiusi) e comincia a camminare, apre le porte, prende oggetti, fa il gesto di vestirsi, il tutto sempre dormendo.

Detto questo, perché non dobbiamo svegliare una persona sonnambula? Perché se lo svegliamo bruscamente, lo shock di tale situazione (essere svegliati all’improvviso e non trovarsi nel proprio letto, fatica a riconoscere subito la persona che ci è davanti) potrebbe scatenare fenomeni di aggressività.

Quello che si consiglia è di cercare di togliere di mezzo tutti i possibili pericoli, rimanendo con la persona e cercando di reindirizzarla verso il letto. Certo che se la persona sonnambula apre la porta e si dirige verso la strada o cerca di uscire da una finestra, bisogna scegliere fra il pericolo minore.

Foto: FlickrFlickr

di Laura Seri