Qual è la differenza tra tisana, infuso e decotto?

 

Se usate i rimedi erboristici, di sicuro vi sarete imbattuti in tisane, decotti, infusi e tè. Sono sinonimi? Assolutamente no, ciascuno di essi indica una formulazione ben precisa. Visto che parliamo spesso di tisane e infusi come rimedi naturali, è il caso di andare a precisare un pochino meglio cosa si intende per tisana, tè, infuso e decotto, sottolineando quali siano le differenze fra queste quattro preparazioni. Questo in modo da capire meglio perché a volte si parla di uno e a volte dell’altro.

Un infuso in tazza
Un infuso in tazza

1) tisana: la tisana è un preparato formato mescolando precise dosi di diversi tipi di erbe. Di solito è comporta da un rimedio base (è in pratica il principio attivo curante), il rimedio sinergico (migliora l’assorbimento di quello base) e il complemento (migliora in qualche modo la tisana). In generale le tisane vanno addolcite se necessario col miele e mai con lo zucchero

2) : viene preparato per infusione di piante di particolari famiglie

3) infuso: è un preparato ottenuto versando acqua bollente sul rimedio in questione. Il contenitore va poi coperto in modo da mantenere intatto il vapore e il principio attivo. In generale le erbe vanno tenute in infusione per un quarto d’ora, poi si filtrano e si beve il liquido. Vengono di solito utilizzati fiori, frutti e foglie: si usano gli infusi per estrarre i rimedi dalle parti più delicate delle piante

4) decotto: il rimedio viene messo in acqua e si fa bollire per una ventina di minuti, sempre in un pentolino coperto. Una volta finita l’ebollizione, si fa riposare. Anche questo viene filtrato prima di essere bevuto. A differenza del precedente si parte di solito da rami, bacche, corteccia o radice: si usa per estrarre i rimedi dalle parti più dure delle piante

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di Laura Seri