Truffa: i pomodori “made in Italy” arrivano dalla Cina

A volte basta un servizio televisivo a farci aprire gli occhi e a farci capire che qualcosa non va.
È successo domenica scorsa alle Iene, con il servizio a cura di Nadia Toffa “Quando il pomodoro cinese diventa Made in Italy”.

“Per i prodotti alimentari non trasformati, l’indicazione del luogo di origine o di provenienza riguarda il Paese di produzione dei prodotti. Per i prodotti alimentari trasformati, l’indicazione riguarda il luogo in cui è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione e allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata nella preparazione o nella produzione dei prodotti”.
Così recita l’articolo 4 della legge sulle disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari entrata in vigore il 6 marzo del 2011.

pomoddoro
I pomodori “made in Italy” arrivano dalla Cina

Cosa significa questo? Che su alimenti freschi, come carne, pesce e uova, se troviamo scritto che è prodotto in Italia possiamo star certi che il prodotto è 100% made in Italy; i prodotti trasformati, invece, come passate, affettati, conserve, etc. la legge stabilisce che l’indicazione in etichetta riguarda  solo “il luogo in cui è avvenuta l’ultima trasformazione”.

Più che scandalo o truffa parlerei di constatazione di una legge che esiste ormai da diversi anni. Come salvaguardarsi?
Puntando non alle offerte del supermercato, ma scegliendo prodotti freschi, biologici, DOP e IGP dove per legge sappiamo al 100% da dove arrivano.

 

di Eliana Avolio