Yoga: un antidoto contro lo stress

 

Avvicinarsi allo yoga significa compiere un salto introspettivo scoprendo una disciplina che affonda le proprie origini nel lontano oriente, praticata millenni fa col fine di coniugare movimento e spiritualità.
Pochi conoscono la leggenda legata alla nascita dello yoga…
Pare che un giorno il Dio Shiva avesse deciso di insegnare tutti i segreti dello yoga alla sua sposa Parvati, nello stesso istante però un pesciolino, non lontano da loro, aveva ascoltato attentamente quanto detto dal Dio e, scovato all’improvviso, si dileguò portando con sé quanto involontariamente appreso.

Dio Shiva
Dio Shiva

Fu grazie al tempo e al percorso evolutivo, frutto dello yoga, che il pesciolino si trasformò magicamente in un uomo. Si sviluppò così il primo yogin della storia e la disciplina divenne nota all’essere umano.

Magico e misterioso come la leggenda è questo percorso metafisico che associa meditazione e respirazione a un contatto più profondo con il proprio corpo.
Congiungere è proprio il fine dello Yoga, il termine deriva infatti dalla radice di lingua sanscrita yuj che vuol dire “congiungere, unire”, con lo yoga si uniscono i diversi piani di cui siamo composti: fisico, mentale e spirituale.

Sul piano pratico lo yoga agisce contemporaneamente su due livelli:

– Fisico

Attraverso l’allungamento dei muscoli, favorito dalle tecniche realizzate durante la pratica, le cosiddette Asana, si ottiene l’eliminazione delle tossine e l’ossigenazione del corpo, insieme a un potenziamento del sistema cardiovascolare.

– Mentale

Mettere in pratica le posizioni di yoga comporta equilibrio e concentrazione, l’impegno espresso permette di allontanare l’individuo dalle preoccupazioni e dallo stress accumulato nella frenesia di ogni giorno.
Focalizzarsi sul presente, prestando attenzione esclusivamente al corpo e al respiro, è il motivo che lo rende sempre più un antidoto contro lo stress, gettonato nelle palestre di tutto il mondo.
In realtà lo yoga non è uno sport, ma un mezzo di cui servirsi per raggiungere un benessere psicofisico ottimale, generando consapevolezza e diventando sempre più padroni del proprio corpo, imparando a gestire le ansie e l’accumulo di tensioni.

Scegliere di praticare yoga significa sposare uno stile di vita, andare incontro a un percorso esistenziale, portandolo avanti con determinazione e costanza.

Proprio per questo motivo non si può fare di un’erba tutta un fascio, ma è opportuno valutare la tipologia di yoga più adatta alle proprie esigenze.

L’hatha yoga è perfetto per chi ad esempio non è abituato al movimento fisico e cerca un’opzione soft, basato su una serie di esercizi psicofisici, volto a dominare l’energia cosmica presente nell’uomo attraverso il respiro.

Il power yoga invece è una soluzione più dinamica, ideale per chi ricerca una definizione fisica e non vuole integrare con altri sport. Le varie posizioni sono collegate tra di loro da movimenti fluidi, presi in prestito alla ginnastica occidentale, generando un calore purificante e detossinante per tutto il corpo .

Il Raja yoga infine è ideale per coloro i quali intendono compiere un percorso filosofico, meditativo e contemplativo, una delle forme più complete e profonde di yoga, non a caso la sua etimologia sta per “re” , ovvero yoga reale.

Riassumendo lo yoga consiste nella realizzazione di determinate posizioni, le Asana, che, mantenute attraverso respiro e concentrazione, migliorano l’atteggiamento mentale e quello posturale. Migliora inoltre la tonicità, l’allungamento muscolare, l’equilibrio, l’elasticità, la forza e infine la resistenza.

cane con la testa all'insù
Posizione del cane con la testa all’insù
cane con la testa in giù
Posizione del cane con la testa in giù
foglia
Posizione della foglia

Da non sottovalutare è l’importanza del respiro, chiamato pranayama: a ogni movimento difatti corrisponde una sequenza respiratoria e sbagliarla potrebbe compromettere l’intera esecuzione, privando l’esercizio della sua efficacia.

Secondo la filosofia orientale dello yoga a ogni respiro ci carichiamo di un’energia sottile e la sequenza respiratoria diventa spesso lo specchio della nostra personalità.

Nel ritmo respiratorio infatti è possibile osservare lo stato d’animo del momento: se siamo più o meno ansiosi, o al contrario tranquilli e completamente rilassati.

A beneficiarne infine sono anche le articolazioni, coinvolte negli asana, rese gradualmente sempre più mobili, insieme alla postura, esorcizzando dolori scheletrici.

Una disciplina completa che coinvolge svariate fasce d’età, dai più giovani ai più agée, unendo come corpo e mente le due categorie sullo stesso livello, entrambi col fine comune, di ritrovare sé stessi nella confusione della quotidianità.

 

di marilu.briguglio