Dieta genetica: questa sconosciuta!

foto da: dietamigliore.it
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Sembra assurdo pensare che sia possibile dare un’occhiata al nostro genoma per conoscere la dieta più giusta per noi, quella che ci consentirà di dimagrire e di non riprendere peso nel corso del tempo, se rispettata a dovere.
Eppure con soli 200-300 euro oggi è possibile avere una dieta genetica, capire quale dovrebbe essere lo sport in cui potremmo eccellere e scoprire magari se in futuro avremo il colesterolo alto o peggio ancora il diabete.
La procedura è abbastanza banale: prevede di raccogliere un po’ di saliva con un tampone, inviare il campione via posta e dopo un paio di settimane il referto con la dieta genetica arriva a casa, il tutto corredato da un’aura di scientificità a prima vista inoppugnabile.
In realtà non è così, come si evince da un’intervista fatta dal Corriere a Giovanni Neri, docente all’Istituto di genetica medica dell’Università Cattolica di Roma e presidente della Società Italiana di Genetica Umana.
Lui dice:
«Premesso che si dovrebbe avere la certezza dell’attendibilità tecnica dei laboratori che offrono questi test genetici fai-da-te, a oggi non esistono prove scientifiche per affermare che la presenza di un polimorfismo genetico indichi la necessità di una dieta piuttosto che di un’altra.
L’interpretazione dei risultati di un test genetico poi, anche nel caso di polimorfismi per cui esistono maggiori certezze di correlazione con dati clinici, come il rischio di sviluppare specifiche malattie, è sempre un procedimento complesso e delicato.
Ciascuno di noi è il risultato dei geni, dell’ambiente e del caso: i geni da soli spiegano qualcosa, ma non tutto».
Voglio comunque spezzare una lancia a favore di questa dieta. Per quanto preveda un metodo non ancora garantito scientificamente al 100%, per lo meno si basa sul consigliare un’alimentazione sana ed equilibrata, che contempli il consumo di frutta, verdura, legumi, pesce, carne bianca, promettendo un menu vario e non monotono, e questo, rispetto a molte altre diete, la rende comunque consigliabile.

di Eliana Avolio