Ti piacciono i fritti? Segui questi consigli!

Qualche giorno fa ho letto un articolo sul Corriere.it che riportava i risultati di uno studio europeo condotto al fine di valutare l’associazione fra il consumo di cibi fritti e il rischio di malattia coronarica.

Ho trovato l’articolo davvero molto interessante, naturalmente non ti riporto l’esperimento in tutte le sue fasi, ma le conclusioni, che vale la pena di prendere in considerazione. A quanto pare su 41 mila adulti spagnoli, al termine della ricerca, non è stata trovata alcuna correlazione tra il consumo di cibi fritti e il rischio di sviluppare malattie coronariche , né tantomeno è stato riscontrato un aumento della mortalità.
Una vera e propria novità, se si pensa che fino ad oggi, in altri studi condotti in altri paesi, era stato dimostrato il contrario…

Sai il perché di questi risultati?

Perché in Spagna si fa un maggiore uso di olio d’oliva anziché burro, margarina, e altri grassi solidi; le patatine, che sono snack fritti ad alto contenuto di sale, vengono consumati meno rispetto ad altri paesi: insomma non tutti i fritti sono uguali.

Secondo Giovanni Lercker, professore di Scienze e Tecnologie Alimentari all’Università di Bologna, la frittura e le altre cotture ad elevate temperature, conservano meglio le proprietà nutrizionali degli alimenti (e questo è vero!).

Ma è inutile negare che i cibi fritti hanno diversi lati negativi che, con qualche attenzione in più, possiamo quantomeno ridurre.

I consigli…

Innanzitutto quando friggi inizia ad utilizzare abbondante olio, meglio se l’olio extravergine di oliva o di arachide invece di quello di semi di soia, mais e girasole.
Ricordati di buttarlo via subito dopo l’impiego, poiché durante la frittura si formano alcune sostanze dannose per il nostro organismo.
Le patate durante la frittura possono produrre una sostanza, geneticamente tossica, l’acrilamide, ed è stato dimostrato che la formazione di questa sostanza è ridotta se tieni in acqua fredda le patate già tagliate, prima di passarle in padella, oppure sarebbe addirittura meglio se utilizzassi quelle surgelate.
Ultimo consiglio: la temperatura dell’olio non dovrebbe superare i 140° centigradi.

di Eliana Avolio