10 domande sceme che mi vengono in mente con questo caldo

 

“Noi qui tutto bene. Margherita sta tutto il giorno in acqua.”
FOTO DI ACQUA DI MARE CRISTALLINA.
“Ha appena conosciuto una bimba, ha la stessa età di Mina, si divertono un mondo”
FOTO DI ACQUA DI MARE CRISTALLINA PIU’ AMICHETTA
“Oggi c’è un venticello niente male, probabilmente rimaniamo in spiaggia per tutto il giorno”
FOTO DI ACQUA DI MARE CRISTALLINA PIU’ AMICHETTA PIU’ GELATO GIGANTE AL BAR”

Poi dici che odi WhatsApp.

Le temperature romane di questi ultimi giorni stanno rasentando la denuncia astrale e, mentre la mia giovane erede si rotola all’interno di calette sarde perfettamente confezionate per farmi rosicare dalla mattina alla sera, io al chiodo a lavoro faccio solo una cosa. Sudare.
Sta diventando ormai un processo che inizia di mattina intorno alle sette (vedrai senza Margherita quanto dormirai di più! Certo. Come no.), procede gradualmente nel primo pomeriggio, per poi colpirmi nell’orgoglio intorno alle cinque. Ascelle pezzate, trucco ormai calato fino alle costole, mani gonfie, ipotetico autolesionismo ingiustificato alle stelle.

L’unica cosa che riesco a fare è mettermi a quattro di bastoni in camera e pensare. O meglio, non proprio pensare; pormi domande. Perché in effetti l’inverno è così distruttivo in senso inverso che lì corri per riscaldarti. Ma almeno l’umanità intera vive esattamente come te, lavora come te o ,anche se non lo dovesse fare, soffre tutte le paturnie di questa città come te.

In estate, invece, più fa caldo e più ti rendi conto di quanto sei sfigato, perché non solo stai evaporando, ma lo stai facendo praticamente in totale solitudine, visto che tutte le persone che hai attorno già sono partite, mentre tu chiusa nella capitale al chiodo soffri e lavori. E tra queste persone, vorrei sottolinearlo, rientra anche mia figlia.

Quindi per non esplodere d’invidia mi metto a formulare domande.

Sì, perfettamente idiota come cosa, ma lascia fa oh tu lettrice che mi stai leggendo da Santa Marinella, lasciafà.

domande3
illustrazioni di Ciara Phelan

LIVELLO ESTETICO

perché vi truccate al mare
perché vi mettete le scarpe col tacco aperte e i gambaletti a contrasto
perché vi toccate sempre i capelli e ve li mettete di lato anche a dicembre
perché lo smalto di un colore su nove dita e di un altro su una
perché i pantaloni a pinocchietto
perché la gonna lunga che poi ti si vede la sottana che però è corta, troppo
perché tatuarsi l’ancora sull’avambraccio a 18 anni
perché quelle scarpe di gomma con la suola pseudo ortopedica vi prego
perché gli occhiali a specchio
perché al mare per l’aperitivo vi cambiate in macchina e vi mettete la camicia a maniche lunghe da rosolia istantanea

LIVELLO SOCIALE

perché chiedete al vostro fidanzato di reggervi la borsa se la borsa è vostra e ci siete uscite voi di casa con 34 kg
perché le femmine sono costrette a fare pipì insieme nei locali
perché fumi tabacco e poi mi chiedi una sigaretta
perché ti saluti e fai il gesto dei surfisti quando alla fine stai a Capocotta
perché per sentirti gnocca non ridi
perché fotografate il cibo che mangiate o le birre che bevete
perché provate sempre a battere lo sconto nei negozi
perché ora siete tutti vegani
perché dite che Franco Franchi e Ciccio Ingrassia hanno fatto film cult
perché camminate sempre raso lato della strada quando esistono a pochi centimetri più in la i marciapiedi

LIVELLO SENTIMENTALE

perché comunicate su Facebook quando abitate insieme
perché mercoledì calcetto pè forza
perché l’utilizzo della parola àmo
perché per voi lo shopping fa coppia quando è puro inferno
perché chiamare suocera la madre del tuo compagno dopo tre mesi di frequentazione

LIVELLO MAlAMAMMOSO

perché a ogni fine frase dovete concludere con “Ah Mamma” anche se vostro figlio si chiama magari Giulio
perché pensate di essere le uniche mamme esperte al mondo in fatto di letteratura infantile
perché vestite uguali i gemelli, ma non è peggio?
perché vi comprate i passeggini a forma di uovo con l’impugnatura alta un metro e ottanta
perché andate a fare shopping per voi con loro alle quattro di pomeriggio
perché con 45° all’ombra dite al ragazzino di uscire dall’acqua
perché il doppio nome
perché ai padri non è stato donato il senso estetico per i figli
perché usate tende anti aria in spiaggia come surrogati per l’ombra
perché lo smalto su mani che hanno solo cinque anni di vita
perché le paillettes
perché dite “anticorpi” solo perché non vi va di andare a lavare il ciuccio di vostro figlio
perché le scarpine di cotone al ragazzino di tre mesi che non cammina ad agosto

Potrei continuare per mesi. Toglietemi il computer. Toglietemi sto caldo.

 

 

 

 

 

 

 

di Elisa Giani