5 mosse per non sembrare né sentirsi la baby sitter del proprio figlio

(sottofondo musicale: “Sbadiglio – Levante”)

Cose strane accadono in questi dì.
Credo siano sconvolgimenti, quegli sconvolgimenti che almeno tre volte nella vita ti colpiscono a gamba tesa. Che poi io già ne ho avuto uno, ovvero sta nana che oggi mi sta di fianco a fare geografia sul quaderno a quadretti piccoli, per cui seguendo la mia personalissima tesi, che a mio avviso può essere catalogata come legge universale, me ne rimangono altre due.
Quindi dopo quella di oggi, una.

Quindi poi dovrò inventarmi un’altra tesi universale, altrimenti la mia vita sarà una noia mortale e a me non va.

La tesi parla di questi tre sconvolgimenti intergalattici.

Uno per la propria famiglia

Uno per il proprio cuore

Uno per il proprio lavoro.

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5 mosse per non sembrare né sentirsi la baby sitter del proprio figlio

A me sta capitando proprio l’ultimo. Molto fico, ma vivendo già con lo sconvolgimento N° 1, qui le cose si mettono un po’ complicate. Ed è per questo che per la prima volta nella mia vita da mamma ho pensato di ingaggiare una baby-sitter altamente a rischio full-time.

Ma essendo essenzialmente una maniaca della comunicazione, prima di prendere qualsiasi decisione, ho ben pensato di parlare con Margherita della faccenda.

Avevo paura, sembrava l’ultima interrogazione di storia prima delle pagelle; se si fosse arrabbiata con me? Se mi avesse detto che sono una cattiva madre perché non so organizzare i miei quattro lavori e stare con lei senza alcun aiuto?

Mani sudate.

Bocca felpata.

La prendo a scuola e le dico “mina dobbiamo parlare.”

-dimmi
-allora, ecco, credo che tocca organizzarsi meglio per la settimana
-in che senso?
-nel senso che mamma fortunatamente deve lavorare e il lavoro sta un po’ aumentando
-ok, quindi?
-quindi mi sa che tocca prendere una baby-sitter tipo fissa per alcuni giorni
-…
-tutto ok?
-si mamma, stavo solo prendendo una caramella, la vuoi?
-si… quindi per te va bene?
-ma certo!
-ok perfetto!
-solo una cosa
-(cazzo) dimmi!
-la devi prendere scema come te.

“scema come te”?!

Ma cosa vuol dire? Dov’è tutta la mia autorità? Io non sono scema, al massimo sono simpatica; oppure è meglio essere scema?
Una madre del ventunesimo secolo ma come cavolo deve essere per non risultare una demente in gonnella? Come faccio a non avere la solita nomea del cartone animato anche con mia figlia?

Fu un pomeriggio complicato. Lei dondolava nella sua candida innocenza e su un’ altalena rossa, io che non mi schiodavo da quel dilemma morettiano. Poi l’illuminazione.

Chi giocava, si alzava, rotolava e urlava, non erano le madri.

Erano le baby sitter.

E io per sette anni ho esattamente fatto come loro. Ca**o.
Ecco perché ho capito all’ennesima potenza che probabilmente non solo mia figlia ha una visione distorta della mia identità genitoriale, ma anche tutte le tate del vicinato!

Ecco perché ho creato nel giro di un’ora e dopo un pacchetto di sigarette fumato a due a due, un decalogo di cinque mosse per non cadere più in questo super tripp riguardo l’associazione erronea del mio essere socialmente nel ruolo giusto, ma con l’atteggiamento sbagliatissimo.

#NON ALZARSI MAI MAI MAI PIU’ DALLA PANCHINELLA UNA VOLTA ENTRATI AL PARCO.

Giocare con il pargolo pare essere assolutamente competenza della baby sitter; a noi madri è concesso solo la sorveglianza con annessa mano in fronte causa sole costantemente incocciante. Al massimo puoi urlare a volte il nome.

#USCIRE DI CASA PERFETTAMENTE TRUCCATE. TIPO CHE “ROUGE 55” DI CHANEL, DOVRA’ ESSERE IL VOSTRO NUOVO LABELLO

Quando mai una baby sitter va a lavoro truccata per stare con dei bambini…. Se ci fosse tacete, grazie.

#DELEGARE

Comune frustrazione di noi madri è sentirsi tassiste dei marmocchi. Ecco, mai più. Non saprei come, ma mai più accompagnamenti. Le madri devono servire solo per risplendere su un tacco 12.

 #VIETATO CANTICCHIARE CANZONETTE, SE NON BALLATE METAL CON ANNESSA DATA DEL TOUR MEMORABILE DI TALE GRUPPO.

Cantare ho capito che fa proprio male per la nostra autostima da evidenziare ad altrui persone. Automaticamente diventi la tata per eccellenza e poco poco solfeggerai la canzonetta storica classe ’75, sicuro rischi anche ingaggi professionali con annessi contributi.

#PORTARSI OVUNQUE UN UOMO.

Una baby-sitter non lavorerebbe mai con il fidanzato.
Una baby-sitter lavora.
Una baby-sitter si vergognerebbe.

Vero?!?!

Comunque i colloqui inizieranno fra tre giorni.
Se siete interessate, potete chiamare direttamente mia figlia.
A quanto ho capito, io valgo solo per cucinare cous cous con i gamberetti.

di Elisa Giani