8 motivi per cui una madre decide di diventare una blogger

 

Maggio è il mese della resa dei conti. Non fai in tempo ad alzarti dal letto che ogni giorno ne succede una:

– scioperi,
– saggi,
– cerimonie (compromettenti),
– ricorrenze.

Stai sempre attenta a ricordarti tutto, costruisci calendari incrocianti intergalattici che potrebbero essere tranquillamente brevettati per la N.A.S.A; il parrucchiere lo vedi da lontano, la tua estetista personale la saluti ogni mattina allo specchio, il frigo urla vendetta e la prova costume viene scambiata per l’unico momento frizzante del mese. Ma almeno tua figlia si sveglia ed è felice. Perché il mese di maggio è pieno zeppo di cose. Fra le quali la tua tanto attesissima “Festa della Mamma”.

Allora. Partiamo dal presupposto che io non la posso sopportare.
Ma questo mia figlia non dovrà mai saperlo.
Almeno fino a quando non diventerà mamma anche lei.
Ma sicuro come la morte, la legge del contrappasso porterà la mia Margherita a essere la reginetta delle feste delle mamme.

Ma sto divagando.

Anche se vi confesso che se un giorno sta festa sarà amata da Margherita, io piangerò.
Comunque.

Non mi piace un granché per una serie di motivi. Il più importante è che ogni volta, ancora oggi, ovvero duemilasuperfuturoemancipato, veniamo ancora viste con parananza, ciavattelle e torta fra le mani, senza capire che ormai la mamma è veramente tutto tranne questo. Oddio, magari di madri che sanno cucinare una crostata esistono. Ma oltre a farina e marmellata (non li conosco gli altri ingredienti!!!!!), siamo anche donne diverse.

Per questo almeno oggi vorrei elogiare un po’ tutte le mie “colleghe” che, come me, una o due o sette volte a settimana, cercano di ironizzare e ridere e far ridere con il loro ruolo più difficile.

Perché essere una blogger è strafico, ma essere una blogger-mama, vi assicuro che è un vero privilegio.

I-Love-Mum-Wallpaper

#motivo1: VANITA’.

Quante volte al parco lottiamo per avere un tono di voce più alto dell’altra, per dire la propria sul proprio modo di educare, di organizzare, di avere pazienz,a di sdrammatizzare? Sempre. La cosa fantastica è che non si fa mai con cattiveria. Diciamo più che altro che è uno scontro incontro prettamente femminile, quindi sano, quindi ironico, quindi un bel po’ vanesio.

Ecco una blogger mama fa un po’ la stessa cosa e si assapora i complimenti sottostanti un articolo con un bicchiere di Ribolla in mano; perché a volte non c’è cosa migliore dopo una giornata pesante.

#motivo2: PIANO B.

Come no! E chi lo nega… quante di noi dopo il bambino hanno dovuto rinunciare al lavoro? Quante hanno dovuto trasformarsi? Quante “rallentare”?

Un blog, se concepito nella giusta maniera, potrebbe diventare un ottimo trampolino di lancio per una perfetta ripartenza, dove nano e lavoro possono essere vissuti con la stessa intensità.

#motivo3: AUTOIRONIA.

E quanto ne serve. Da quando ingrassi come una pigna durante la gravidanza, al momento della prima recita del nano e poi ancora dopo, l’autoironia deve essere sempre in primo piano. Non sia mai sparisse!!!! Ecco perché spesso noi blogger-mama, citiamo i nostri figli. Per riconoscere anche con chi ci sta leggendo cosa i bambini possono dire o possono fare oppure cosa in una sola giornata ci può succedere, dal lavoro all’amore. Scrivere su un blog aiuta, insegna e butta via tossine. Alcune corrono con i piedi, io lo faccio con le mani.

#motivo4: MANAGERIALISMO NASCOSTO.

Perché quando cominci a stampare cartelle excell con turnazioni settimanali per chi deve usufruire del bagno o quando cominci a piegare le magliette seguendo l’ultima tendenza giapponese e trovando la gradazione perfetta dei panni o anche quando la spesa settimanale sotto i 50 euro diventa la tua missione primaria e cominci a chiamare tua suocera caporale, ecco, in quel momento credo tu sia una perfetta blogger-mama dal futuro mediatico super radioso, ma roba da interviste su Vogue kids! Per cui, ti prego, SCRIVI!

#motivo5:QUESTIONI DI GENERE.

Io non ci sto. Forse nella testa delle nostre madri questa frase è ronzata a lungo. Ma anche in quella delle nostre nonne. In qualità di donna nonna P. non ha potuto sposare l’amore della sua vita; per carità meglio così, altrimenti io non sarei mai nata, ma quanto sacrificio!

Scrivere e avere sempre il coraggio di dire la propria e buttare letteralmente il proprio articolo in pasto a qualsiasi persona con un computer in casa, è un gesto di grande coraggio. Ma è anche meraviglioso. Noi non abbiamo paura di vederci come madri né come donne. Un sogno fino a sessant’anni fa era all’incirca pura utopia.

 #motivo6:CONSIGLI PRATICI.

Quante volte ormai per fare qualsiasi cosa durante il week end si va su un blog family friendly? O per organizzare la festa del proprio figlio, ma per farla proprio cool, quante volte si va sull’Instagram della super gnocca vip blogger che è pure, uh casualità, mamma? Diciamoci la verità, o per organizzare o per partecipar, o per qualunque altra cosa, queste mamme che scrivono per voi dopo una giornata di lavoro e figli, vi salvano proprio le chiappe quasi sempre.

#motivo7: SFOGO 3.0

Il mio preferito. Madonna mia, sembra di avere un megafono, stare a Campo dei Fiori e urlare accanto alla statua di Giordano Bruno tutto quello che tieni dentro.

Scrivere è una gioia, è la parte finale del tiramisù, è la colazione a letto, è la sorpresa per il tuo compleanno. È quella cosa che non ti aspetti che gli altri possano fare per te. Solo che in questo caso sei tu.

#motivo8: PRATICA OTTIMALE PER EVITARE IL SUICIDIO.

E di argomentazioni a suo favore, almeno io, ne ho parecchie. Quindi scrivere e fare la blogger quando sei mamma è anche un salvagente?

Te credo.

Ok. Oggi mi fermo qui. Al numero OTTO. Non perché non abbia idee, (o perché debba correre a creare un cous cous mozzafiato con il frigo vuoto!). L’otto oggi è importante.

È il numero preferito di mia madre: è infinito come il suo sudato matrimonio e perfetto per contare i suoi figli, otto appunto.

E a lei non compro mai fiori, non invio mai messaggi, non canto le canzoni di Baglioni. E lei s’incazza.
E allora, oggi le dedico tutto questo e le dico pure grazie.

Auguri a tutte noi.

Ma auguri sempre e per sempre.

di Elisa Giani