9 fattori che invidio di una mamma fricchettona

 

Ci sono momenti in cui io mi trasformo. Non sono poi tanti.
Innanzitutto ogni mese, prima, durante e dopo quel periodo lì che viene ogni 28 giorni. Poi al cambio lunare. Poi durante i solstizi, al passaggio del mese quando le persone diventano cuspidi e la gente ti dice “ahi, sei proprio cuspide” e io non capisco cosa ci sia di effettivamente grave, e ogni estate.

Che poi alla fine non sono tanti momenti. Per esempio io non cambio durante il giorno quelle tredici-quattordici volte. Rimango sempre e costantemente una persona ansiosa. Ansiosa e coerente.
Quindi, togliendo la quotidianità, posso affermare con assoluta certezza di essere una donna sopra la media.

452666571_1280x720
illustrazione benjamin lacombe madame butterfly

Però capita anche a me di incontrare momenti di assoluta angoscia. Quando ti guardi allo specchio e non ti riconosci più.
Per me questi momenti si chiamano “splittaggio fricchettone della me medesima”.

Fa caldo, molto caldo e vuoi essere fresca e comoda, altrimenti puzzi, però non puoi più andare in giro con i pantaloncini a passeggio per Roma, per cui devi trovare un modo per essere e risultare decente con vestitini che non ti facciano neanche sembrare la ragazza della sera prima che ancora gira per la città con i medesimi vestiti dedicati al rimorchio notturno.

Quindi le soluzioni sono poche, molto poche:

– gonna leggera lunga;
– canottiera rigata e sblusata;
– sandali;
– braccialetti.

Chiamateli sinistroidi, quelli che studiano lettere, colorati, stranamente troppo allegri. Chiamateli come vi pare.
Per me, sono solo fricchettoni e io ogni estate divento come loro. E la cosa ancora più meravigliosa è che con il passare del tempo estivo, questa muta che ricopre il mio corpo diventa sempre più forte, più persuasiva, tanto da indurmi a un qualcosa che solo con loro, solo con lei, la guaina, mi accade.

Provo invidia.

Ecco perché oggi voglio cercare di estirpare sta cosa brutta brutta che l’invidia è, mettendo nero su bianco i punti salienti che di voi mi fanno sboccare.
E che di voi, mi fanno amare proprio voi, oh mamme fricchettone.

#1: ARMONIA SPIRITUALE NEL VIVERE LE FILE DURANTE LE FESTE POPOLARI DI QUARTIERE.

Proprio ieri sera vi osservavo; Garbatella era diventata una macchina da guerra, sfornava coppie felici e ragazzi di filosofia a rotta di collo. Eravate tutti TUTTI FELICI!

Le file erano un pretesto per ridere, chiacchierare e raccontare dell’ultimo detersivo creato con la camomilla e idrossicheneso di sodio. I mariti apparecchiavano passeggini ovunque e voi, noncuranti, macinavate consigli green.
Io dopo 15 secondi di fila già non respiravo più e cercavo a mente di ricordarmi l’iban per il pagamento della Tasi a memoria.

#2: POTENZA SOVRUMANA NELLE GAMBE.

Come cazzo fate ad andare in bicicletta, a Roma, su Colle Oppio, con quarantacinque gradi all’ombra, trasportando un figlio di sette anni, pari all’incirca a 30 kg di mole e intelligenza, senza sudare e senza avere la benché minima vergogna del cassetto che state utilizzando?!

Ditemi come fate.

Vi pago.

#3: LIQUIDITA’ ECONOMICA INFINITA PER ACQUISTARE UN PAIO DI BIRKENSTOCK.

Può giungere siccità, crisi economica, tsunami, polvere tossica, cavallette; la madre fricchettona saprà come comportarsi. Saprà risolvere il problema, avrà già organizzato il suo personale bunker familiare e avrà investito tutti i suoi averi per la criolizzazione dei suoi figli, nel tentativo di aspettare un futuro migliore. La mamma fricchettona sa e saprà sempre gestire tutto. Ma non toccategli i suoi personali ottantanove euro annui per le sue ciocie preferite altrimenti so smozzichi. Smozzichi dai plantari tedeschi.

#4: FAMILIARITA’ CONSAPEVOLE DEL PROPRIO VOLTO STRUCCATO.

Siete fantastiche, perché effettivamente siete proprio belle!
Senza un filo di trucco uscite spensierate e sticazzi delle occhiaie o delle labbra anonime o del mollettone che persiste a rimanere incastrato tra i capelli. Va benissimo così.

Beate voi proprio con lo schiocco.

#5: DISTRIBUZIONE DEL MATERNO AMORE COSTANTE.

Avete un figlio? Lo amate alla follia. sempre.
Avete due figli? Li amate alla follia. Sempre. In parti uguali.
Avete tre figli? Qui ora comincia a essere difficile la gestione amore/sempre/parti uguali, no?! Non per loro.

#6: UTILIZZO DEL ROSSO.

Questa cosa del fattore red la sto studiando da parecchi anni. Non è il classico utilizzo alla Jessica Rabbit, voi mamy_frick non regalate mignottitudine a tale colore. Il rosso con voi fa subito politica, storia, studio, libertà, emancipazione, patriottismo. Cambia, si trasforma e diventa portatore di un messaggio ben chiaro. Il vostro.

Solo, evitate i muri del vostro salotto, soprattutto con l’utilizzo della tecnica dello spurgano. Basterà il poster del bacio di Klimt per riconoscervi, giuro.

#7: FEELING TECNOLOGICO ASSENTE.

Almeno credo. Anche perché uno dei motivi per cui sto scrivendo questo articolo è proprio la consapevolezza che nessuna di voi lo leggerà, perché avete ancora il Nokia 32.10 ed esultate se fate record a Snake, no?!

#8: CINICHE AMANTI DEL LEGGINGS APPENA SOTTO IL GINOCCHIO.

Credo sia il vostro emblema, il marchio di riconoscimento. Chi li indossa fa parte del vostro mondo.
Anche io c’ho provato, il risultato è stata una settimana di cura di magnesio causa circolazione delle gambe interrotta da pantacollant totalmente errati.
Un conto è portare con disinvoltura una antisexsissima guaina sotto il ginocchio, ma della propria taglia.
Un altro è indossarne uno taglia 6 anni senza rendersene conto. Per due ore. A lavoro.

#9: SORRISO.

Non vi preoccupa nulla. Avete mariti divertenti che fanno barca a vela nei week end e sono pure padri amorevoli. Lavorate quanto basta, cucinate quanto basta, uscite quanto basta, sembrate la ricetta perfetta per il prossimo ricettario dello Chef Rubio. In voi c’è sempre il sorriso e la preoccupazione passa. Amate la campagna e potete stare senza tacchi anche per tre mesi.

Brave. Perfette.

Ma state lontano da me.

La gonna lunga è più che sufficiente.

di Elisa Giani