EdiTouch: un tablet a supporto dei bambini dislessici

Tra pochi giorni Ostia Antica si trasformerà nel centro di discussione Europeo sugli ultimi ritrovati della tecnologia a supporto della dislessia e dei bisogni educativi speciali.
Artefice di questa trasformazione la ASL Roma D che ha organizzato per i giorni 27 e 28 Settembre un workshop internazionale dove condividere l’esperienza che sta portando avanti relativamente alla sperimentazione di un tablet per bambini dislessici in 7 scuole romane.
Ospiti dell’evento i principali ricercatori di università italiane e straniere sulla materia e rappresentanti di Aziende Sanitarie Europee che intendono condividere best practices e nuove tecnologie a supporto di questi bambini.
(qui il programma)

Lo scorso dicembre la ASL Roma D – in collaborazione con l’Università di Roma – decide di avviare una sperimentazione per verificare scientificamente l’efficacia di EdiTouch un tablet a supporto dei bambini dislessici ed identificare possibili migliorie e nuove funzionalità per renderlo ancora più efficace.
EdiTouch era nato nei primi mesi del 2012 come progetto personale del papa’ di un bambino dislessico che volendo aiutare suo figlio lo aveva progettato e aveva riunito una piccola comunità di genitori, specialisti ed insegnanti interessati alla semplicità ed efficacia del prodotto. Successivamente l’incoraggiamento di specialisti e amici lo hanno sostenuto nella creazione di una startup che potesse sviluppare meglio la sua idea.

Abbiamo raggiunto Marco Iannacone (l’ideatore di EdiTouch) per fargli qualche domanda su questo workshop ed in generale sulla sperimentazione.

Ciao Marco, ci racconti come ti è venuta in mente l’idea di questa sperimentazione?
In realtà l’idea non è stata mia ma dell’ASL stessa ed in particolare della Dott.sa Debora Vilasi responsabile del servizio di prevenzione dell’ASL nonché anche lei mamma di una bambina dislessica. Venuta a sapere del progetto che stavo portando avanti, dopo avermi invitato a mostrarle quanto avevo sviluppato ha coinvolto il Direttore del dipartimento Dott. Fantini proponendogli di avviare una sperimentazione che coinvolgesse tutti gli studenti DSA nella zona di loro pertinenza. Assieme quindi al neuropsichiatra Dott. Lorenzo Toni, alla Dott.sa Vilasi e al Dott. Plateroti, abbiamo preparato un ipotesi di progetto che poi è stato approvato.

08 - screenshot editouch

Immagino sia stato molto complicato gestire un progetto così articolato..
In realtà – ancora una volta – il grosso del lavoro l’ha fatto la ASL. Io mi sono preoccupato della parte tecnologica, ma lasciami dire, quella era la parte facile 🙂
Era necessario spiegare il progetto a genitori ed insegnanti e convincerli a partecipare in maniera attiva.
Il contributo di insegnanti e genitori era fondamentale: bisognava creare un ambiente facilitante a casa e a scuola grazie ad una rete competente (insegnanti / studenti / genitori) che attivasse il cambiamento mediante un contributo partecipato. E qui il ruolo dell’ASL è stato fondamentale.
Il progetto comprende quindi la formazione tecnica di tutti gli insegnanti, dei genitori e del personale specialistico a supporto (logopedisti e neuropsichiatri), oltre che degli studenti che lo devono utilizzare (tra bambini e adulti sono oltre 500 persone!). Dal punto di vista tecnico insieme ai tablet vengono usati scanner multifeed, LIM, chiavette usb, ecc.

E’ stato difficile lavorare con gli insegnanti?
Inizialmente temevo di sì, invece all’avvio del progetto vinte le prime diffidenze sullo strumento, c’e’ stata una adesione direi quasi entusiasta.
Vediamo ora con la ripresa della scuola come andranno avanti le cose; inevitabilmente sarà necessario un po’ di tuning e magari formazione su tematiche specifiche, ma sono confidente.
EdiTouch è solo uno strumento ma da solo non può fare nulla. Quindi non soltanto si deve imparare a usarlo tecnicamente, ma va definito un processo di apprendimento efficace che ne preveda l’utilizzo nei momenti e con i contenuti appropriati.

E il workshop internazionale come nasce?
Anche questa è un iniziativa della ASL che già per altri progetti aveva familiarità con l’Iniziativa Mattone internazionale nata proprio con l’obiettivo di mettere a fattor comune le esperienze di Aziende Sanitarie di tutt’Europa. Decisi a condividere i primi risultati di questa sperimentazione, hanno coinvolto in Italia e all’estero i migliori professori e ricercatori e invitando ovviamente anche rappresentanti del MIUR e Ministero della Sanità.
Dal mio punto di vista questo è solo l’inizio e conto di imparare molto in questo workshop stabilendo anche dei contatti che ci consentano di mettere a punto progetti ancora più efficaci.
Vorrei che questo fosse il primo di altri progetti dove iniziative private e organizzazioni pubbliche lavorino insieme con l’obiettivo di favorire l’inclusione scolastica consentendo a tutti i bimbi di affrontare con entusiasmo il loro percorso di studi.

Vuoi dirci qualcos’altro?

Il workshop è aperto a tutti: perchè non venite a dare un’occhiata? 🙂

Potete iscrivervi usando il modulo che troverete sul sito dell’ASL http://www.aslromad.it/PDFView.aspx?Comunication=1292&Progressive=1

Volevo ringraziare Marco per il tempo che ha dedicato a noi raccontandoci il suo progetto e vorrei sottolineare che nascondersi dietro un dito negando la presenza di un “deficit” nei nostri bambini non risolve il problema. Superiamo i preconcetti da genitori e la paura di non essere uguali alla massa. Iniziative come questa ci fanno capire che la tecnologia può essere plasmata a supporto di tutte le esigenze, ed è nostro compito sfruttarle per rendere migliore la vita dei nostri bambini.

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di Alessia Mariani