Indagini di "mercato"

La moda è allegria, colore, distrazione, passione. Lo shopping un passatempo quasi irrinunciabile per tutte le fashion addicted. Eppure nell’ultimo periodo, chi più chi meno è stato costretto a ridimensionarsi. La parola “rinuncia” si è fatta strada tra le nostre wish list, abbinata alla parola “crisi“.

Che brutta parola! Chi l’avrebbe mai detto visto che l’unica crisi considerata è sempre stata cosa cosa indossare o dove trovare il pezzo dei propri sogni?

Sconti, promozioni, saldi, sembrano essere diventate le parole più interessanti e ricercate del momento. In rete e fuori. Tutti alla ricerca dell’occasione. Impossibile placare la frenesia dell’acquisto. Tutto però cambia, si evolve, oppure ricomincia.
Cambiano i criteri d’acquisto, modificando inconsapevolmente anche il gusto dei consumatori. Stop agli eccessi, in tutti i sensi. L’austerity pare direttamente proporzionale ai cm di pelle da lasciare scoperti. Pochi. Le passerelle ne sono come al solito una valida testimonianza. Abiti sobri, linee raffinate, abiti da signora perbene, un po’ come una volta. Un po’ come le nostre nonne.
Ecco che il vintage torna ancora una volta a fare capolino. Tra le pieghe di una gonna anni 50 o un pantalone palazzo dei 70. Mentre i negozi di quartiere cominciano a scomparire, i mercatini delle pulci e le banche di abiti usati si popolano. Sempre di più.

Negli Stati Uniti è stato coniato subito un termine per definire tale fenomeno: Thrifting, risparmiare. E subito un susseguirsi di eventi. Perché si sa che oltreoceano tutto diventa una moda. Soprattutto quando l’impresa diventa una sfida, una caccia al tesoro nascosto. Scovare qualcosa di unico che nessun altro potrà possedere, ad un piccolo, piccolissimo prezzo. Smania femminile di provocare invidia? Eccovi accontentate.

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di Ylenia