Genitori 3.0: cadetti o veterani, ma perché

 

(Sottofondo musicale: “A mano a mano”_ Rino Gaetano )
Sono stata un po’ un cencio in questi giorni. Sarà la primavera o il cambio di stagione che ancora non ho finito oppure quella cosa che si chiama figlia (ha più impegni lei che il presidente delle galassie unite), fatto sta che a un certo punto sono crollata.
Ho sonno, febbre, sono mezza depressa e bipolare, tipo che un secondo prima pulisco l’intera cucina a fondo, nemmeno dovessi invitare tutti i cuochi di tutte le edizioni mondiali di Masterchef, e il minuto dopo piango.

L’ultima volta che mi comportavo così avevo Margherita nella pancia.
Ma non è, fortunatamente, questo il caso.

Per cui cosa si fa quando la tua apparente vita ti sembra un sistema monocorde di abitudini preventivate due anni prima?

Si concepisce solo divano/televisione_MTV
In contemporanea si coglie in maniera osmotica cosa succede su Facebook.

Illustrazione by KatHannah

Qui la rivelazione.

Su MTV ormai trasmettono solo ragazzine che si fanno il culo a ginnastica artistica oppure altre ragazze che alla stessa età, invece di volteggiare su pedane in tornei per tutto il mondo, partoriscono nani. Addirittura una ragazza forse neanche maggiorenne, aveva avuto due gemelle e, non contenta, ha tirato fuori dal “cilindro” un’altra erede.

Sul versante opposto, ovvero Internet, mi imbatto qualche giorno fa in una donna, che aveva un sacco di figli e fin qui tutto normale, anche mia madre ha una sacco di figli, però poi la notizia continua e si raccontava che non contenta era incinta, di nuovo, e questa volta erano tre gemelli.

La cosa assurda è che la signora in questione ha 65 anni e ha liquidato la questione con un “io mi sento bene e poi la mia ultima figlia voleva altri fratelli!”.

Io non ce la faccio.

Quando mi imbatto in queste situazioni, mi incazzo proprio. Come è possibile una così alta incoerenza biologica?

E’  vero, io ho partorito mia figlia molto giovane, ma avevo un lavoro, una casa e un compagno.

Qui da una parte abbiamo l’incoscienza di non sapere assolutamente cosa si vuole nella vita, figuriamoci se una ragazza di sedici anni è in grado di accogliere una nuova vita, dall’altra abbiamo addirittura la pura follia.

Quello che ho imparato dalla mia maternità è che non è per niente vero che “basta donare la vita”; nel momento in cui si crea un bambino, ognuno di noi verrà legato per sempre a tale bimbo, il quale, per altro, non ti aveva assolutamente chiesto di nascere.

È sempre per nostra volontà la nascita di un figlio; perché va a noi e non a loro.

Per questo, diventati genitori, si ha il dovere di dare il massimo per quel figlio. E secondo voi a sedici anni lo riesci a fare? Magari fisicamente, ma umanamente? Che esperienza si può trasmettere, se neanche si è fatta la maturità? Stessa cosa in maniera inversa per il secondo caso. A sessantacinque anni, ma come si può giocare con bambino di tre anni?

Poi magari, proprio quest’ultima notizia non è neanche vera, non lo so, ho letto cose con febbre nelle tempie, ma anche un figlio a cinquant’anni a me sembra assurdo. Un bambino non è uno scherzo, non deve essere un capriccio, non può essere un’esigenza cronologica (ora ho l’età giusta) o un tappa buchi.

Illustrazione by KatHannah

Che senso ha fare figli quando tu stesso devi ancora concludere il tuo ciclo da figlio e che senso ha farlo quando di cicli ormai ne hai chiusi più di uno.

Siamo ormai in un unico grande limbo dove fare qualcosa risulta sempre e per forza giusto, perchè ovviamente non si fa nulla di male, ma questo è bene?

Forse sono all’antica, ma credo ci siano dei limiti, i quali sono anche meravigliosi da rispettare;

Non possiamo essere gli dei di noi stessi e a volte, credo, sia anche necessario guardare quello che si ha e accettare e vedere cosa succede, perchè non si avrà mai il mille per cento di ciò che si desidera.

Non si gioca con i bambini.
Non si gioca con i bambini soprattutto perchè si è ignoranti o incoscienti.

Se mia figlia mi facesse diventare nonna, sarei felicissima, lo sarei ancora di più se quel figlio fosse frutto di un percorso di amore e non di sottomissione, di esperienze e non di necessità, di gioia e non di involucro culturale.

Altrimenti meglio non farlo.

Altrimenti meglio non svegliarsi ogni giorno con qualcuno accanto che hai voluto solo perché è capitato o è nato sotto strane esigenze.

I genitori 3.0 sono coraggiosi, controcorrente, hanno un senso della famiglia tutto proprio e riescono a ottenere quello che vogliono sempre.

Forse è per questo che mi fanno così tanta paura.

di Elisa Giani