Le streghe son tornate. Anzi non sono mai andate via

 

Ieri ho sentito la terra tremare. Ero qui a casa mia con mia figlia che come una specie di medusa si trascinava rotolando contro tutti i muri dell’appartamento nell’attesa che arrivasse finalmente la grande ora della televisione. Io mi stavo finendo di costruire un altro piccolo pezzettino di ego finendo una nuova collana quando la mia sedia si sposta senza che io facessi nulla. Da quel momento per le successive due ore parlavo al telefono con mia madre in codice, cercando di non far capire a Margherita che il terremoto purtroppo era tornato e questa volta aveva sfiorato un pizzico la sua città con lei dentro.
Alla seconda scossa io ho capito che cominciavo ad aver paura, e quando io ho paura mi si legge in faccia come un cartello pubblicitario della Coca cola negli anni ottanta. E lei mi sgama subito.

Mamma questo è un terremoto.
-Si.
-Ma anche prima c’è stato vero?
-Si.
-E ora cosa accadrà?
-Amore, ma niente, tranquilla. Anzi sai che facciamo? Ne approfittiamo e stasera dormiamo con i vestiti e facciamo finta di essere tornate da una festa tardissimissimo e poi fingiamo di essere talmente tanto stanche da addormentarci senza metterci il pigiama ti va?
-Mamma.
-Eh.
-Guarda che ti ho sentito prima che parlavi con nonna. Va bene facciamo questo gioco e poi facciamo anche il gioco che dobbiamo partire e mettiamo dentro lo zaino un po’ di vestiti ok?
-Ecco. mi sembra un’ ottima idea.

Alexandra Dvornikova
Illustrazione di Alexandra Dvornikova

Sono circa cinque anni che cerco,
senza alcun riscontro positivo,
di fare sia da madre che da padre nel piccolissimo quotidiano.
Dico piccolissimo quotidiano perchè Margherita il papà ce l’ha eccome,
solo non tutti i giorni ventiquattro ore su ventiquattro.

E essere dolce ma decisa, sgridare e consolare, rimanere calma e sbottare, cucinare torte e riparare tubi dell’acqua che perdono, essere attente e lavorare, proteggere rimanendo fragili non è poi così facile. 

Forse è per questo che stamattina tutti mi hanno un po’ preso per il culo, dicendo che non c’era da preoccuparsi, però facile così, facile rimanere calme quando magari qualcuno con due braccia così avrebbe preso il tuo bimbo e salvato mentre tu correvi dietro di loro sentendoti in sicurezza. Io AVREI dovuto fare da sola. E chiaramente ce l’avrei fatta come sempre. E come me a Roma in Italia a fare questo ragionamento siamo una marea. Siamo madri single. Più isteriche? Può essere. Le streghe del nuovo millennio? Sicuramente.

Quando donne dai capelli rossi venivano arse nella pubblica piazza, tutto riconduceva a due parole: paura della diversità. Le streghe del nuovo millennio siamo noi proprio per questo. Facciamo paura anche se siamo le migliori donne risolutrici di tutti i tempi, esattamente come lo furono loro.

Abbiamo la capacità di moltiplicarci e di avere coscienza incoscienza e risolutezza ogni singolo attimo della vita. Troviamo pozioni magiche per la nostra salvezza (sigarette e alcool) e per chi ci sta attorno ( schifo cena il venerdì); sappiamo leggere e interpretare ogni scritto (da “Cioè” a “L’Internazionale”) e riusciamo ad ammaliare draghi (grazie maestra, giuro non accadrà MAI più) e bellissimi animali selvatici ( ok non lo dico da anni ma ora lo dico io ti amo cazzo l’ho detto). Le donne dai capelli rossi si nascondevano nei boschi di fredde vallate inglesi, molte di noi si nascondo fra le parole di giovani foreste telematiche come questo blog. Noi come le donne dai capelli rossi, se volessimo, potremmo anche passare inosservate, ma è proprio questo che alla fine ci ha fottuto ci fotte e ci fotterà.

A noi questa faccenda di non poter essere come vogliamo non va giù. 

Una mamma single sarà sempre più ansiosa, isterica, preparata, impaurita, affascinata, divertita, incredula, stanca, affamata, innamorata di molte altre persone. Perchè una mamma single fondamentalmente se c’è un terremoto sa che dovrà prendere figlia, gatto, e zaini tutto insieme tutto da sola. S’incazzerà spesso per questo, ma fino a un certo punto. E’ la sua bellissima natura, e nè lei nè qualcun’ altro potrà mai cambiarla.

E se la notte del trentuno ottobre vedrete qualche mazzetto di femmine girare per le strade della vostra città, belle come il sole e con i toni di voce alti e su di giri, allora ne avrete incontrata una. Una nuova strega, dai capelli tinti ma sempre rossi, con la schiena allungata dagli abbracci del figlio messo a letto un’ora prima e il sorriso di chi è uscito senza sensi di colpa.

Buon Halloween a tutte voi fortunate fanciulle.

di Elisa Giani