Lei cresce, io invecchio. Che culo

 

Oggi compio tre giorni che ho un herpes sulla bocca.
Poi succede che mi è venuto il ciclo.
E l’ora solare mi sta facendo essere un vegetale.
Oggi io mi sento brutta, molto moltissimo nervosa e drammaticamente sola. Forse perchè mi sto rendendo conto delle microscopiche differenze che si stanno insinuando dentro la mia timorosa vita quotidiana.

Patricia Ariel
Illustrazione di Patricia Ariel

LA MATTINA

(PRIMA)

ore 7.30

Mi alzo con tutta la relativa calma del mondo. Addosso ho il maglione del giorno primo, morbido, caldo, così perfetto per il mio stanco corpo che la notte prima, durante il percorso divano-letto, proprio non era il caso di cambiarlo. Si farà che per una volta lui è diventato il mio pigiama, un po’ come tutti i maglioni passanti per le mie spalle di giorno. Passo furtivamente davanti allo specchio e intravedo una fanciulla con un smokey eyes perfetto, sbavato al punto giusto e una pelle visibilmente riposata dalle sue cinque ore scarse di sonno.

Acchiappo una tanica di caffè nerissimo, la bevo in un sorso, parlo con Margherita, anzi Margherita parla e io annuisco, lei si spazzola latte e cereali, io infilo il dito nella Nutella, ridiamo, ci laviamo, ci vestiamo sempre con un accenno di tragedia causa “cosamimetto-nonhonulla” da parte mia come da parte sua. Usciamo, saltiamo sul motorino, corriamo a scuola bacio io, bacia lei, ci vediamo dopo, ti voglio bene.

(ORA)

ore 6.45

prima sveglia. Totalmente e naturalmente ignorabile.

ore 7.00

seconda sveglia. Fastidiosa come l’arancio e il turchese abbinati d’inverno.

ore 7.20

terza sveglia. Nell’altra stanza si sente solo: “mamma ti prego SPEGNILA“. Dopo un altro quarto d’ora mi do uno schiaffo in faccia e mi alzo. Ho addosso il pigiama più abbinato del mondo perchè la sera prima ho passato mezz’ora a cambiarmi e preparare tutto per il giorno prima, colazione, merenda e pranzi compresi. Il tutto biologico e a chilometro -2. Vado al bagno e trovo resti di maschera facciale che non aiutano per niente, anzi. Ho una faccia completamente struccata, liscia, ma anche smontata, presa a botte e rimontata da un bambino di diciotto mesi. Ho dormito nove ore, ma sembra che abbia fatto da arbitro in un Fight Club di Roma Nord.

Prendo la tazza e la riempio di tè verde direttamente importato dalla Cina; Mina mi guarda e maledicendomi virtualmente, si beve il latte senza latte e biscotti senza biscotti. Io mi preparo la bustina di integratore, di fermenti lattici e pasticche di Lisina. Fatto il bibitone passo al bagno e mi metto tre creme in faccia e una biologica per tutto il corpo. Dopo venti minuti da quando mi sono alzata sono già distrutta. Porto Margherita a scuola, la guardo, lei mi guarda e mi dice “mamma oggi è mercoledì: non ho alcuna attività fisica, ma devo studiare geografia e ripassare l’oboe, tranquilla ci vediamo alle quattro e mezza”. Sospiro di sollievo, poi di terrore. La mia giornata inizia SOLO adesso.

UNA CENA FRA AMICI

(PRIMA)

-insomma che fate dopodomani?
-veniamo!
-perfetto, quanti sarete?
-eh mo, che ne so, sicure noi tre, poi magari dopo si aggiungono gli altri.
-mmm, ok, no problem, Mina vi saluta e poi va a dormire. Dopodiché vediamo che ho in frigo. Ricordati il vino!
-quante bottiglie?
-il minimo per un matrimonio, il massimo per un funerale. Come sempre.
-ok!

(ORA)

Menù della serata:

soffiatelle di parmigiano con formaggio caprino uvetta e cavolfiore con un pizzico di noce moscata
involtini di melanzane spek e brie
tortino spinaci noce e ricottina bio
risotto leggerissimo alle pere
bocconcini di pollo con patate al forno
insalata finocchi arance olive nere
dolce al caffè fatto in casa
amaro
frutta a scelta

Si prega di arrivare puntuali, di confermare l’invito e di non suonare il campanello causa Margherita dormiente già alle otto di sera.

LA SEDUZIONE

(PRIMA)

Il vantaggio di non vivere con il proprio compagno è di non vivere con il proprio compagno. Realisticamente durante una settimana intera c’è sempre un’altissima possibilità di farti vedere dal tuo amato solo ed esclusivamente nei tuoi momenti bomba. Se sei nervosa, pratichi yoga e poi rilassata passi da lui. Se sei uno straccio, cioè che i tuoi peli sono lunghi tanto quanto quelli di un mocio vileda, corri prima da un’ estetista e poi passi da lui. Se hai sonno, ti concedi un riposino, ma giusto una cosetta così di tre orette e poi passi da lui. Ogni cosa per essere disponibile, bellissima, sensuale al punto giusto, ma anche acqua e sapone come nei migliori tardi pomeriggi di Monica Bellucci. Tutto è possibile; tu puoi essere la cosa possibile perchè tutto il resto passerà in secondo piano. Ora ci siete solo tu e lui.

ORA

E niente. Arrivi a casa e sembra che quelle sei ore che sei stata fuori a lavorare si siano moltiplicate come nei peggiori momenti di Interstellar e le cose da fare sono montagne di rotture di cojoni che devi sbrigare in due ore anche se ti servirebbero due settimane. L’unico pomeriggio libero per stare il più del più possibile con il tuo uomo lo stai passando a finire di stendere 44 lavatrici, a mandare mail della vita (lavorativa), a ordinarti l’appuntamento dal dentista (ah cazzo lo devo fare veramente questo!), a scrivere un articolo mentre con la mano destra (e io sono mancina) ti passi il rasoio così da schifo che manco la prima volta di nascosto al mare a tredici anni.

Tutto questo perchè durante i giorni passati hai preferito studiare con tua figlia, hai pagato bollette in tempo, ti sei fatta lo scrupolo di fare una mezza spesa, hai cambiato le lenzuola. Questo significa un’unica semplice cosa. Che quando arrivi da lui alle dieci e mezza, tu dormi e lui ti guarda (spero) sorridendo, sostanzialmente perchè sa che potrà percularti per le prossime quattro settimane. E questo è altamente ingiusto.

Lei cresce io invecchio. Lei diventa alta, bella e menefreghista e io piena di acciacchi e molto più matura. Sto diventando coscienziosa, responsabile, accorta, precisa nei limiti di una decenza ancora rivolta alla giovinezza. Ho creme per il viso al posto di pacchetti di sigarette vuoti, farine integrali che compensano cibi precotti. Ho i pigiami. Cerco on line di comprare la migliore tovaglia di lino grezzo da abbinare al mio tavolo in legno acquistato per mezzo rene.

Compro regolarmente latte, uova e pane. Non scendo più a compromessi quando si tratta di bere vino. Mi peso la mattina a stomaco vuoto e per la prima volta la scorsa settimana ho speso cinquanta sacchi in trucchi, non i trucchi da mago, i trucchi, i cosmetici. 

Ho acciacchi, mal di schiena e herpes che spuntano con i miei mensili cambiamenti ormonali. Per riprendermi da tre litri di birra, mi servono due giorni e non più due ore. Non fumo più di mattina e al massimo tre caffè. Sto pensando di andare in bicicletta al lavoro “magari il mal di schiena mi migliora con un po’ di SANO movimento”.

Sono un’adulta.
Sto invecchiando.
Mentre Lei cresce. 

MaVaffanculo.

di Elisa Giani