MammaNatale: 5 modi per frantumare la nostra reputazione in 20 giorni

 

Pochi giorni fa è accaduto di nuovo. Come ogni anno si è presentato alla nostra porta e noi, probabilmente in tuta in una “modalità_feriale” agghiacciante, l’abbiamo accolto. All’inizio sembra sempre troppo invadente, come quando da bambini gli zii, che si incontrano una volta l’anno, ti staccano la guancia come se avessero tenaglie al posto delle dita; col passare dei minuti però Lui ti seduce, ti ammalia col suo fascino, ti prende e non va più via.

Lui, L’Otto dicembre.
Il giorno più inquietante dell’anno.
Il giorno in cui tocca addobbare casa per il Natale come se fossimo in Lapponia.
Il giorno in cui noi madri subiamo l’annuale trasformazione natalizia e da donne diventiamo bieche e sfacciate lecca culo di codesta malvagia festività.

Sì, dico malvagia, perché non c’è gambaletto color carne che tenga, non ci sono le Hogan, tute di ciniglia verde salvia, ricrescita dei capelli o rossetto fra i denti. Col Natale noi diventiamo dei mostri. Mostri apparentemente uguali all’esterno, ma dentro invece esseri dal buonismo materno che prima o poi ci farà implodere dentro una metaforica tazzona di miele. Da sole. Con le lucine a intermittenza.

Quest’anno ovviamente è ricapitato anche a me; è bastato prendere il cesto delle decorazioni dell’albero, che subito dopo mi sentivo una tossica in astinenza da Michael Bublè. Dopodiché, da che dovevo SOLO ed esclusivamente organizzare piccoli e semplici addobbi in salone, nel giro di un’ora avevo reso casa una succursale di Las Vegas, cosa che ormai di notte dalla luna si potranno vedere solo due cose: la solita muraglia cinese e il mio balcone illuminato!

Comunque.

Non credo sia l’unica.
E non credo finirà dentro le mura domestiche.
Anzi.
Credo che ciò che sta accadendo a tutte noi sia pericoloso, malvagio e umiliante.
Però sta accadendo.

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Elizabeth Amento

#1: LE RENNE SONO LE MIGLIORI AMICHE DELL’UOMO; ANZI NO, DELLA DONNA.

Mi spiegate questo attaccamento per qualsiasi cosa raffiguri renne in questo periodo dell’anno? Ok, sì ho capito, sono le schiavette di Babbo Natale, fanno molta atmosfera, alcune di noi conoscono anche i loro nomi propri, ma puzzano, hanno delle corna orrende, se le vedessimo ad agosto ci prenderebbe un infarto. Allora perchè. Un minimo di coscienza animalista, vi prego.

#2: SALIVAZIONE A ZERO CAUSA COLORE ROSSO.

Su questo non c’è scampo. Anche il dentifricio lo vogliamo rosso durante il Natale. Rosso, che vuol dire rosso rosso; no bordeaux e neanche rubino, DEVE essere rosso Natale e deve circondarci da capo a piedi. Mutande, smalto, rossetto… Diventiamo dei carboncini ardenti da camino in 3d. E lo sapete cosa mi fa ancora più paura dell’essere vestita completamente di un solo colore che ti rende di quattro taglie di più? Il fatto che, sotto sotto, pretendiamo lo stesso dai nostri compagni/figli, povere creature innocenti e purtroppo vicini, forse troppo, a noi.

#3: DUE CUORI E UNA BUSTA.

Di rado passeggio. Ma in questo periodo se so di un mercatino, mi concedo volentieri una ventina di minuti per il mio spettacolo preferito. Le donne in questo periodo non vanno più a fare la spesa, non comprano più né la frutta né la verdura. Fanno solo una cosa: si fiondano al banchetto delle buste regalo per accaparrarsi le migliori prima delle altre. E ogni volta che le guardo soddisfatte pagare una busta (ovvero l’oggetto che meno verrà degnato di uno sguardo durante lo scarto), sette euro per un regalo costato tre, mi viene in mente sempre lo stesso pensiero:

“Ma così non andiamo ad alimentare esclusivamente la più potente delusione nella persona di fronte a noi? Mi arrivi con una busta da mille e una notte e dentro? Nulla di così stupefacente, no?! E’ come uscire con David Beckham e scoprire che porta i calzini di spugna, non trovate?”

#4: SINDROME DA DAVID LETTERMAN SHOW 

Non è che visto il periodo giocoso e natalizio possiamo fare di ogni frase pronunciata una battuta. Mica abbiamo il batterista jazz che ce le sottolinea con un riff dietro di noi! Ricordatevi che la solita battuta trita detta tra l’otto e il ventisei dicembre, sempre triste rimane!

#5: SINDROME DA MADRE TERESA DI CALCUTTA

A Natale NON SIAMO TUTTI PIU’ BUONI!!!! Gli anziani continueranno sempre a guidare a metà corsia su una media di 10 km orari; il pianto dei ragazzini arriverà sempre dritto al cervelletto del tuo amato cranio , il cameriere ti continuerà a dire sempre che “fra du minuti il tavolo è libero signò” quando invece sappiamo tutti che non è affatto vero e tua nonna cucinerà sempre diciotto portate anche se le hai detto che stai cercando di darti una regolata; non c’entra il Natale. A Natale tutti continuano a rimanere stronzi, gli stronzi di sempre. Per cui non sorridere, altrimenti l’ulcera da galoppante diventa onnipotente.

#6: OKTOBERFEST PRIVATI

Perché questa smania di organizzare tombolate che se non hai trenta amici a casa sotto le feste non sei contenta? Ma non ti senti meglio a novembre? Non ti ricordi come si sta bene da soli col tuo amico divano e la tua amica Sky? Ti rendi conto poi che la tombolata nessuno la vuole fare più dal 1998 e vengono solo per finirti le tue scorte di birra che tanto gelosamente custodivi per giornate depressive tipo quelle di gennaio?

Io capisco tante cose. La sindrome premestruale, l’eccitazione del primo bacio con la lingua, posso arrivare a comprendere anche il perché ti compri le Birkenstock d’estate. Insomma, capisco tutto. Ma questo no.

Soprattutto perché ogni singola cosa qui citata, ogni anno, nelle precise condizioni sopra descritte, capitano a me.

di Elisa Giani