A tavola con… Chiara Oltolini

Timida, preferisce starsene dietro le quinte e scrivere, ma questa volta in prima pagina c’è lei. Chiara è milanese, lavora per la rivista Glamour e scrive sul blog Glam Geek. Ma se le chiedete che lavoro voleva fare da piccola, sapete cosa risponde? “Volevo aprire un ristorante”.

Ma poi quando le hanno detto che si sarebbe sporcata, impiastricciata e impataccata (era una precisina-rompina da bambina, ma forse anche adesso), ha cambiato sogno. E ha scelto il giornalismo. Ed è partita così: due lauree – una di primo livello in Scienze della Comunicazione e una specialistica in Giornalismo, Editoria e Comunicazione Multimediale.

È una tecnodipendente convita, curiosa e precisa, e oggi ci regala dei link interessanti per gli appassionati di food.
Se volete seguirla su twitter followate @chiaraolto.

Chiara Oltolini
Chiara Oltolini

Ma conosciamola meglio a tavola…

Il tuo piatto preferito qual è e perché?

«Le vellulate. Sì, lo so che vi sembrerà molto strano, ma io mangerei pranzo e cena v-e-l-l-u-l-a-t-e. E persino d’estate. La mia preferita in assoluto è a base di carciofi e porri. Ma anche quella di carate e zucca mi solletica il palato. Ora, non so spiegarvi il motivo. So solo che riesco a ordinarle anche al ristorante>>.

Se fossi uno chef che tipo di ristorante avresti?

«Sarei un cuoco (più che uno chef), che tiene ben chiari i sapori dentro i piatti (niente portate troppo pasticciate, per intenderci). E che alterna le consistenze: verdure al vapore accanto a verdure croccanti, per esempio».

Qual è l’odore del cibo che ti ricorda la tua infanzia?

«Il profumo del Parmigiano Reggiano. Ne andavo a dir poco ghiotta. Le cronache famigliari raccontano che una volta, per appropriarmi di una bella fetta, sono persino caduta dal seggiolone. La mamma ha ricevuto una telefonata e ha commesso l’errore di lasciarmi sola in cucina con un pezzo di formaggio sotto i miei occhi e non proprio alla portata delle mie manine. Devo essermi sporta per afferrarlo. Troppo. Mi ha ritrovata per terra, in lacrimoni, abbracciata al bottino però!».

Se fossi uno snack/uno spuntino cosa saresti?

«Pane, burro e marmellata r-i-g-o-r-o-s-a-m-e-n-t-e ai frutti di bosco. Perché è una merenda onesta, genuina, di forma (i colori si sposano perfettamente e gli occhi la divorano prima ancora della bocca) ma anche di tanta sostanza».

Quando il cibo è una coccola/comfort food, che cosa ti prepari o ti concedi?

«Cuddle food = abbondante crema di pistacchi di bronte. La mangio a cucchiate. Ma voi provatela anche spalmata su un pane bianco, che non inganni i sapori».

Dato che siamo donne al passo con i tempi… un consiglio tecnologico? Cosa non deve mancare in una cucina di un’amante del cibo secondo te?
«Un’applicazione per chi ai fornelli ha bisogno di impratichirsi ancora un po’. Si chiama Appetites. La trovate sull’App Store. Mentre scrivo costa €2,69. I suoi punti di forza? Ci sono video (molto curati) per ogni step della ricetta da seguire. E poi permette di scegliere il cuoco: del resto, anche il maestro conta!».

E per finire per tutte le Bigogirl che ci leggono, 3 link foodie&geek che consigli e che non possono non avere nei loro preferiti!

«Primo: gnambox.com. Piattaforma social mangecereccia, dove artisti e giovani talenti si raccontano attraverso le loro ricette preferite, facili (da replicare) ma ad alto impatto visivo.
Secondo: Porc. Per me, non esiste sito di ricette più bello e più democratico.
Terzo: hamap.it. Qui scarichi una vera e propria cartina di Milano con più di trenta hamburger bistrot (di ognuno sono indicati anche contatti, prezzi e veggie burger sì/no): un must have per i sandwich-di-qualità addicted come me. Magari ci fosse per ogni grande città».

di Francesca Gonzales