La pizza napoletana è diventata patrimonio dell’umanità

La pizza finalmente è diventata patrimonio dell’Unesco, grazie alla decisione presa nella notte a Jeju, in Corea del Sud, dove il Comitato di governo dell’Unesco era radunato e ha votato in modo unanime per l’unica candidatura italiana. Del resto la pizza non è un semplice alimento, è una vera e propria opera d’arte, in gradi allietare il nostro palato, ma anche la nostra vista, il nostro olfatto. Ci rende felice e i pizzaiolo, quelli bravi davvero, sono dei veri e propri artisti. Non inserire la pizza nel patrimonio Unesco sarebbe stato un gran peccato.

La notizia è stata data al mondo intero dall’Unesco con un week, in cui si facevano le congratulazioni all’Italia per l’inserimento dell’arte del pizzaiuolo napoletana nella lista rappresentativa dei patrimoni culturali intangibili dell’umanità. Davvero un riconoscimento unico, per un piatto che è davvero speciale e che tutto il mondo ci invidia.

Le motivazioni parlano chiaro: “il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale“.

I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da ‘palcoscenico’ durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale“.

Va a buon fine, dunque, l’impegno del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che nel 2009 aveva iniziato a scrivere il dossier di candidatura, in collaborazione con le Associazioni dei pizzaiuoli e della Regione Campania.

Adesso, ogni volta che addenteremo una pizza fatta a regola d’arte, ricordiamoci che quel gusto unico che si scioglie in bocca è patrimonio dell’Unesco. Ma ricordiamoci anche che l’abbiamo inventata noi e che tutto il mondo ora ci deve dire grazie!

di Redazione