Perché la vigilia di Natale non si mangia carne?

 

Buona vigilia a tutti! Oggi saremo alle prese con gli ultimi regali, con le sedute dalla parrucchiera o dall’estetista, con i ritocchi al look da preparare, ma anche con la cena della vigilia da preparare. Tradizione vuole che in questa giornata, che rappresenta, religiosamente parlando, l’attesa della nascita di Gesù Bambino non dobbiamo per nessuna ragione al mondo mangiare carne, preferendo piatti a base di pesce o di formaggi. Ma perché sono bandite la carne e tutti i derivati, come anche gli affettati? La tradizione è davvero molto antica e oggi ve la raccontiamo.

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Perché la sera della vigilia si mangia pesce e non carne?

La Vigilia di Natale, secondo la tradizione che si è radicata anche nelle case di chi non crede e non segue la religione cattolica, è considerato un giorno di magro, come i venerdì di Quaresima o i giorni che ci separano dal Venerdì Santo alla Pasqua: è un giorno nel quale non si mangia carne e le ragioni arrivano direttamente dai Vangeli e da alcuni libri religiosi che davano regole su cosa mangiare e cosa no in determinati giorni.

Sarebbe una forma di rispetto per la nascita del Messia (mentre a Pasqua, una forma di rispetto per la sua morte): pensate che nel Medioevo venivano imposti 150 giorni all’anno nei quali era bandita la carne. E’ proprio in quell’epoca che nasce l’usanza di non mangiare carne nel giorno della vigilia di Natale e in altre giornate di magro sparse durante l’anno.

In realtà nei giorni di magro andrebbero preparati, secondo la tradizione, cibi austeri, leggeri e poveri: una sorta di fioretto. Nel corso del tempo, però, si è imposto il pesce, tutt’altro che povero, visti i piatti che portiamo in tavola!

Capito perché oggi dobbiamo preparare ricette a base di pesce?

di Redazione