Tutte le bufale sul sale rosa dell’Himalaya

Il sale rosa dell’Himalaya non solo è bellissimo e scenografico nei nostri piatti, ma a quanto pare farebbe anche bene alla salute. O forse no? Negli ultimi anni era stato lodato per tantissime proprietà benefiche, ma a quanto pare non erano del tutto vere: sono state tante le bufale rese note in questi anni in merito a questo ingrediente che andava particolarmente di moda in cucina… Pronti a scoprire tutte le bufale sul sale rosa dell’Himalaya?

A svelarle è il chimico Dario Bressanini del blog Scienza in Cucina: in realtà tutte le proprietà benefiche che sono state attribuite al sale rosa dell’Himalaya in questi ultimi anni non hanno alcun fondamento scientifico, perché non esistono evidenze o ricerche che possano confermare i benefici.

Sono tante le proprietà che sono state attribuite al sale rosa dell’Himalaya: limitare ritenzione idrica e ipertensione, migliorare la capacità di assorbimento degli elementi nutritivi, equilibrare il pH a livello delle cellule, ridurre i crampi, migliorare la salute delle ossa e dei reni, favorire il sonno, migliorare il sesso.

Inoltre si è sempre detto che il sale rosa dell’Himalaya è più puro rispetto al normale sale da cucina che siamo abituati a usare, ma non è vero: il sale comune deve contenere almeno il 97% di cloruro di sodio, quindi più puro di così…

Il sale rosa dell’Himalaya contiene anche particelle di cadmio e nichel, ma anche ossido di ferro, che non farebbe bene al nostro organismo (ma che dà quel bel colore rosa che tutti amiamo).

Dario Bressanini conclude: “Non riduce l’ipertensione, non la ritenzione idrica, non ci sono vantaggi nell’usarlo. Contiene impurezze che, seppure non in dosi da farlo risultare tossico, di sicuro non servono al nostro organismo e che comunque sarebbe meglio non assumere. L’alternativa? Un buon sale bianco quasi puro, da salina o salgemma, che costa anche meno. Sale rosa? No grazie”.

di Redazione