Il gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi

Sono felice reduce da un lungo fine settimana milanese, in cui sono riuscita anche – ebbene sì! – ad andare a vedere di persona la mostra Made in Japan in Triennale. Entrare nel tempio italiano dell’arte contemporanea è sempre un gran piacere in sé, e una piccola pausa al caffè – tappa obbligatoria in ogni museo che si rispetti – era d’uopo. È lì che sono rimasta incantata di fronte alle vetrinette della mostra “Il gioiello sostenibile” dell’artista-designer napoletano Riccardo Dalisi.

Il gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi
Il gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi

Cento gioielli autoprodotti e realizzati a mano da Dalisi nel suo laboratorio in ottone, latta, rame, ma anche carta stagnola e vetri colorati: piccole statue che sembrano avere un’anima. Lontanissimi dall’idea di sfarzo che spesso si accompagna alla tradizione orafa, questi gioielli appartengono a quel panorama moderno di prodotti che ridisegnano radicalmente la nozione di valore, legandola non alla venale preziosità dei materiali, ma all’originalità e all’unicità del trattamento creativo a cui il materiale stesso è sottoposto e alla storia della persona che li ha pensati e realizzati.

Solo di recente il mondo orafo ha preso consapevolezza della necessità di una riflessione sulla sostenibilità, tema centrale del pensiero contemporaneo e dello sviluppo futuro, un risultato cui hanno contribuito gli sforzi di questo poeta-designer che per primo ha sollevato nel gioiello la necessità di una maggiore responsabilità verso le risorse dell’ambiente.

Il gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi
Il gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi
Il gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi
Il gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi
Il gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi
Il gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi

Riccardo Dalisi, progettista che ha saputo coniugare il lavoro su scala industriale con quello artigianale e figura di spicco nel panorama internazionale dell’arte contemporanea, con sculture che adornano numerose piazze e collezioni museali, e del design, con le caffettiere per Alessi e le lampade per Oluce, è stato vincitore nel 1981 del Compasso d’Oro e tra i primi ad assemblare materiali poveri e di riciclo trasformandoli, con pazienza e capacità artigianali, in opere d’arte. Meno conosciuto il suo lavoro sui gioielli, la cui opera omnia è ora presentata in questa bellissima mostra aperta gratuitamente al pubblico.

di Alessia Fabbri