Architetture ritagliate: il progetto di Jose Davila

L’architetto e artista messicano Jose Davila, nel suo nuovo libro There But Not, sottrae al paesaggio 100 icone dell’architettura, ritagliandole vie, lasciandone la sagoma bianca.
Il negativo della forma.

Dal 2008, Davila ha fotografato da perfetto turista gli edifici più famosi del mondo, con inquadrature degne della più classica e banale cartolina.
L’operazione concettuale applicata successivamente, quindi, è stata la sottrazione del soggetto.

The Chrysler Building, New York City. William Van Alan. 1930
The Chrysler Building, New York City. William Van Alan. 1930

Queste immagini manipolate evidenziano “l’importanza del contesto in architettura”, spiega Davila.
“L’intorno di un edificio diventa parte integrante dell’edificio stesso e viceversa.”

The Burj al Arab, Dubai. Tom Wills Wright
The Burj al Arab, Dubai. Tom Wills Wright

La silhouette della mancanza del soggetto è forte tanto da far riconoscere ed identificare l’oggetto stesso radicato nella memoria collettiva.

Palazzo Vecchio, Firenze. Arnolfo di Cambio and Michelozzo di Bartolomeo
Palazzo Vecchio, Firenze. Arnolfo di Cambio and Michelozzo di Bartolomeo

Meraviglie antiche e gemme contemporanee, opere assenti, sul libro e in mostra in giro per il mondo.

Fallingwater, Pennsylvania. Frank Lloyd Wright
Fallingwater, Pennsylvania. Frank Lloyd Wright

Le Corbusier, Mies van der Rohe, Zaha Hadid, Frank Lloyd Wright, Santiago Calatrava, Anish Kapoor, e molti altri ritagliati via.

St. Basil’s Cathedral, Moscow.
St. Basil’s Cathedral, Moscow.

Li’ ma non.

Jose Davila
Jose Davila

di Mirella Ippolito