Il destino dei pupazzi troppo amati

Si dice a volte che troppo amore consuma. Fu questo il destino di Pipino, pupazzo dolce e mansueto nonché adoratissimo compagno di giochi dell’infanzia di mia sorella che, carezza dopo carezza, bacio dopo bacio l’aveva talmente sbrindellato da spingere i nostri genitori a tentare una sostituzione. Ma il nuovo arrivato non fu giudicato nemmeno lontanamente all’altezza: tra pianti e strilli lei rivolle indietro a tutti i costi il suo amato orsetto (che nel frattempo perdeva i pezzi).

Non sempre va così, per carità. Anche i peluche hanno il loro carattere, e alcuni hanno la pellaccia dura. Per esempio Mao, il nostro orso peluche comune che quando ero piccola era ben più alto di me, è uscito indenne da ogni tortura (e colpo di karatè). E anche il mio fido Geo si faceva spupazzare felicemente senza riportare traumi e ferite.

Però devo dire che fanno tanta tenerezza questi Pipini fotografati da Mark Nixon nella serie “Much Loved“. Amputati, mezzi ciechi e spelacchiati come sono, portano orgogliosamente i segni dell’amore che li ha fatti a pezzi.

di Alessia Fabbri