I ragazzi con sindrome di Down diventano opere d’arte

Ogni essere umano è un’opera d’arte. È questo l’obiettivo della fotografa albanese, Soela Zani, che con il suo nuovo progetto ha voluto riprodurre 18 capolavori dell’arte mondiale, coinvolgendo altrettanti ragazzi con sindrome di Down.
“La prima volta che ho conosciuto una persona con sindrome di Down – racconta l’artista – è stata intorno al 1987, 1988. Comunicava poco e soffriva per l’isolamento da parenti e amici, ma non faceva nessuna terapia comportamentale. A quel tempo queste cose erano tabù. Mi ricordo come persino la sua famiglia si vergognava della sua presenza”.

Da allora la società ha fatto indiscutibili passi avanti e la stessa Soela Zani ha partecipato a progetti di raccolta fondi per associazioni che si occupano di ragazzi con disabilità: “Com’è lavorare con i bambini con la sindrome di Down? Esattamente come lavorare con i bambini senza sindrome: sono ugualmente imprevedibili”.

Foto di Soela Zani
Foto di Soela Zani

 

di Eliana Avolio