Il bianco e il nero dell'architettura impossibile

Punti di vista immaginari di architetture e paesaggi surreali sono i mondi a collages realizzati dall’artista americano Jim Kazanjian.

Kazanjian non fa fotografie, lavora su immagini trovate on-line e le stravolge con una maestria incredibile, trasformandole in abitazioni perfette per Beetlejuice o Howl.

Lui stesso racconta il suo processo mentale di costruzione artistica che è assolutamente improvvisato, casuale.
Il suo lavoro è una forma di mutazione e i suoi percorsi prendono sempre direzioni imprevedibili.

Incuriosito da archetipi narrativi di scrittori che utilizzano il banale e lo trasformano in qualcosa di sinistro, cita inevitabilmente il mondo horror del XX secolo, Lovecraft e Algernon Blackwood.
E’ un lavoro romantico il suo, parte dal mondo reale e lo interseca con la follia, così il familiare diviene estraneo.
In un certo senso, sta cercando il sublime.
Hyper collage in bianco e nero rendono eterno il momento e sottolineano l’iper realismo.
Architetture da sogno in un mondo da incubo.

untitled (implosion), 2008
untitled (implosion), 2008
untitled (grotto), 2014
untitled (grotto), 2014
untitled (facade), 2010
untitled (facade), 2010
untitled (folly), 2010
untitled (folly), 2010
untitled (ufo), 2013
untitled (ufo), 2013
untitled (temple), 2012
untitled (temple), 2012
untitled (chateau), 2011
untitled (chateau), 2011
untitled (house), 2006
untitled (house), 2006
untitled (object), 2011
untitled (object), 2011

di Mirella Ippolito