Il mondo “riciclabile” di Vik Muniz

 

Articolo scritto da Michela Guida.
Quando la gente va a vedere una mostra, guarda i quadri e oscilla avanti e indietro, prima li guarda da lontano e poi da vicino.
Si allontana per vedere un paesaggio, ammirare il soggetto del quadro, poi però si avvicina e ne vede la materia, scopre di cosa è fatto. Questa è la prospettiva perfetta per guardare e godere appieno della creatività, per alcuni versi innovativa, di Vik Muniz.

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Vik Muniz
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Vik Muniz

Brasiliano di Salvador de Bahia, diversi anni fa è arrivato negli Stati Uniti senza neanche il visto e ha iniziato a eseguire dipinti di gente normale e famosa, per poi fotografarli. Niente di speciale, se non fosse che questi ritratti non sono semplicemente disegnati, bensì realizzati ogni volta con materiali diversi, nel vero senso della parola.

Le materie prime utilizzate durante gli anni sono state le più svariate: Vik non ha nessun problema a riprodurre il sorriso malizioso di Monna Lisa con il cioccolato e il burro di arachidi, a ridare vita a Dracula con il caviale, a trasformare un anonimo piatto di spaghetti nella testa di ‘Medusa’! 

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Monna Lisa
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Dracula con il caviale e un piatto di spaghetti nella testa di ‘Medusa’

Anche ‘Il cenacolo’ di Leonardo da Vinci non è stato risparmiato dall’originale reinterpretazione dell’artista brasiliano. Se siete curiosi di scoprire di più, c’è un interessante documentario che racconta tutte le fasi di creazione e ispirazione di questo artista, attraverso i suoi due mondi: quello di New York e quello brasiliano. Il titolo è WORST POSSIBLE ILLUSION: The Curiosity Cabinet of Vik Muniz

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‘Il cenacolo’

La ricerca continua di nuove materie e oggetti da impiegare,lo ha spinto all’interno di una discarica in Brasile.
L’esperienza, artistica e umana, ha dato vita non solo a una serie di quadri e ritratti inimitabili, ma anche a un film. WASTE LAND il nome del progetto, che ha coinvolto i “catadores”, cioè persone addette alla raccolta differenziata di spazzatura, come autori dei loro stessi ritratti. Nella prima fase del progetto, in un capannone gli artisti improvvisati, sotto la guida di Vik, hanno creato con i materiali riciclabili raccolti le opere che sono state poi fotografate.foto7-waste-land

Nella seconda fase, Vik ha realizzato sempre con la stessa tecnica delle copie di opere d’arte classiche. Chi lo avrebbe mai detto di poter ammirare una versione della ‘Nascita di Venere’, ‘Leda e il cigno, ‘Narciso’ realizzate unicamente con oggetti che per noi non rappresentano altro che scarti?

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‘Nascita di Venere’
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‘Leda e il cigno, ‘Narciso’

Quelle di Vik Muniz sono opere davvero impressionanti nelle dimensioni come nell’originalità. Un’insolita barchetta di carta è approdata a Venezia nel maggio scorso, in occasione della 56esima Biennale.
L’installazione galleggiante, lunga circa 15 metri, si chiama ‘Lampedusa’ ed è la gigantografia di una barca realizzata con una pagina di giornale. Questa è l’ultima apparizione artistica di Vik Muniz, maestro nella manipolazione di materiali alternativi, senza pari.

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‘Lampedusa’

Niente male, per uno che si è definito solo un fotografo di ritratti noiosi!

di Redazione