Illusioni su carta: i disegni in 3D di Alessandro Diddi

 

I disegni sono una delle prime forme d’arte a cui ci sottoponiamo nella nostra vita. Da bambini siamo capaci di disegnare qualsiasi cosa, perché la nostra immaginazione ce lo permette.
Su un semplice foglio di carta bianco realizziamo incredibili opere d’arte, colorandole nei modi più improbabili. Ma, si sa, ai bambini tutto è concesso quando si tratta di pura inventiva.
L’arte del disegno è una passione che può crescere o meno con noi. La magia che si crea nel momento in cui si poggia la matita sulla carta non si può spiegare.

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Interazione realtà con disegno.

Spesso non si tratta di mera ispirazione, ma anche di passione per la geometria e la matematica. Proprio quello che succede quando parliamo di disegno anamorfico. Si tratta di un disegno dalle dimensioni strane, che può essere guardato solo da una determinata prospettiva, perché nasconde un trucco: pur essendo bidimensionale, appare tridimensionale!

E non è magia, ma puro calcolo.

Illusioni ottiche applicate al disegno

La tecnica del trompe l’oeil è stata adottata da sempre in pittura, specialmente nella rappresentazione di finestre, porte o atri. Attraverso degli espedienti, l’occhio di chi si trova davanti a un disegno del genere viene ingannato, poiché vede una tridimensionalità che in effetti non c’è perché la superficie su cui è stato realizzato è bidimensionale. Tutto ciò viene accentuato da una rappresentazione molto realistica dei soggetti.

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Disegno anamorfico.

Il disegno anamorfico secondo Alessandro Diddi

Alessandro Diddi crea sculture tridimensionali usando un semplice foglio di carta e una matita. Non c’è trucco, ma solo l’inganno del nostro cervello.

La sua arte richiede la capacità di percepire la tridimensionalità in un certo modo. Non è immediato  capire come vengono realizzate queste opere, la stessa fase creativa non è semplice da spiegare. Potremmo riassumerla attraverso alcuni elementi che compongono le immagini.

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Disegno a mano libera.

Elementi di un disegno in 3D

Il disegno a mano libera, che va a contrastare con l’illusione ottica che si crea. Il tratto a mano libera è molto evidenziato. Il disegno bidimensionale è molto in risalto, in modo che l’illusione ottica sia più efficace. Non è facile cercare di sfuggire all’inganno del nostro cervello per capire come sia stata realmente realizzata l’opera. A volte sono necessari interi minuti.

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Arnesi del mestiere: foglio di carta e matita.

L’illusione ottica. Consiste nella deformazione del disegno in modo che si trasformi in qualcos’altro, che esca dal foglio. Far emergere il disegno attraverso la tecnica anamorfica, già utilizzata nel Rinascimento. Nei disegni di Alessandro Diddi le figure sembrano saltare fuori dalla carta, interagire con la realtà, addirittura scappare dal loro piatto mondo a due dimensioni. Anche fotografare le opere è un’impresa. Lo scatto perfetto non è facile da ottenere, perché l’anamorfosi funziona soltanto da un preciso punto di vista.

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Incontro tra realtà e immaginazione.

Gli oggetti reali sulla scena. Inserirli serve a determinare l’effetto finale. Una mano o un anello reale che interagiscono con il disegno, fanno sì che aumenti l’effetto di illusione. In questo tipo di immagine fa la differenza, perché si crea contrasto tra l’elemento bidimensionale e l’effetto ottico. Una perfetta interazione tra realtà e illusione e il foglio utilizzato è sempre uno solo (incredibile ma vero!).

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Effetto tridimensionale.

Se volete dare uno sguardo a tutti i lavori di Alessandro Diddi, potete visitare il suo sito.

di Michela Guida