Le biblioteche più belle: nuovi mondi da (ri)scoprire

Tutti noi abbiamo frequentato per lunghi o brevi periodi una biblioteca, tutti noi conosciamo l’aria che si respira, il tipo di situazioni che si creano (questo corto da ridere ben le rappresenta), le ricerche d’archivio, il silenzio della concentrazione collettiva. Per la maggior parte di noi si tratta di ricordi del passato, di quando eravamo studenti e bisognava rifugiarsi in questo territorio neutro per astrarsi dal mondo e dedicarsi allo studio con un minimo di serietà.

E questo è un peccato. È un peccato che nel nostro Paese siano pochi, pochissimi, i territori in cui si decide di investire in cultura in generale, e nelle biblioteche in particolare. A qualsiasi età, qualunque sia la nostra professione, in biblioteca si può leggere o studiare, prendere un libro in prestito, consultare riviste specializzate, vedere un film o ascoltare musica, ma anche incontrare gli amici, partecipare a incontri, seguire corsi di formazione o semplicemente bere un caffè. Insomma, le biblioteche possono favorire la crescita culturale, ma anche il benessere e l’aggregazione. E questi effetti si moltiplicano se l’ambiente è piacevole dal punto di vista estetico e funzionale. Eccone alcuni esempi:

Biblioteca reale danese (anche detta Diamante nero) a Copenhagen, di Schmidt
Biblioteca reale danese (anche detta Diamante nero) a Copenhagen, di Schmidt
Biblioteca e casa della cultura di Vennesla, in Norvegia
Biblioteca e casa della cultura di Vennesla, in Norvegia
Biblioteca di Alessandria d’Egitto
Biblioteca di Alessandria d’Egitto
Biblioteca di Stoccarda
Biblioteca di Stoccarda
Biblioteca centrale di Seattle, Canada
Biblioteca centrale di Seattle, Canada
Biblioteca del Mercato Vecchio di Min Buri a Bangkok
Biblioteca del Mercato Vecchio di Min Buri a Bangkok
Biblioteca di Amsterdam
Biblioteca di Amsterdam
Biblioteca di Liyuan, Cina
Biblioteca di Liyuan, Cina
Biblioteca di Vancouver, Canada
Biblioteca di Vancouver, Canada

C’è chi sostiene (amministratori locali) che non ha più senso investire nelle biblioteche pubbliche. Ma si sbagliano. Semplicemente le biblioteche devono trasformarsi e mettersi al passo coi tempi: non più solo libri e riviste di carta da leggere, dunque, ma anche materiali multimediali, dagli e-book ai film passando per la musica. Da consultare in biblioteca – specie se bella! – o da noleggiare in piena legalità. Solo così possono diventare poli culturali vivi e pulsanti delle nostre città!

Via.

di Alessia Fabbri