Micaela Lattanzio e il suo viaggio nella complessità umana con Fragmenta

 

A soli 34 anni l’artista romana Micaela Lattanzio vanta già un percorso nel vasto mondo dell’arte ricco e interessante.
Vincitrice di vari premi speciali, negli ultimi anni ha realizzato installazioni difficili da dimenticare, tipo quella esposta al Maam, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz, dove ha eseguito nel 2013 la realizzazione di una stanza intitolata Where have the flowers gone, un’opera composta da ben 7.000 fiori di carta tagliati a mano.

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7000 fiori di carta tagliati a mano

Sempre particolari e molto suggestive sono tutte le sue realizzazioni che, per quanto complesse, risultano delicate, femminili ed estremamente comunicative, sino ad arrivare a Fragmenta, un viaggio personale dell’artista dentro la complessità umana.

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Fragmenta

Con Fragmenta, infatti, la Lattanzio, usando materiale cartaceo con una tecnica simil mosaico, riesce a scomporre la figura umana per ricomporla in maniera frammentaria permettendo la ricostruzione dell’immagine iniziale seppur mediante immaginazione.

Interessantissima è la manualità dell’artista nel modellare e plasmare la carta dando profondità a ogni singolo frammento incastonato nella composizione.

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Il viaggio verso la complessità umana di Micaela Lattanzio

Le immagini vengono dunque tagliate manualmente in tanti piccoli pezzi di forma differente e rimessi insieme mimando volti e corpi, rispettando la logica visuale ed esaltando però il senso di omogeneità precaria che a conti fatti è un modo per rappresentare artisticamente la complessità della nostra vita quotidiana e ancora di più del nostro io interiore appesantito spesso da ansie, debolezze e insicurezza.

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L’indubbia manualità e creatività dell’artista romana

Al di là del contenuto e, quindi, di quello che vogliono rappresentare, il bello delle opere della giovane artista romana è che riescono comunque ad affascinare e ad attirare l’attenzione di chiunque abbia la fortuna di vedere da vicino una sua creazione: esse, infatti, acquisiscono inevitabilmente un valore intrinseco dato dalla nota creativa che induce lo spettatore a osservare ogni minimo dettaglio come fosse parte di una preziosa e originale scultura.

Per saperne di più su questa interessante artista italiana, qui il link al suo sito personale.

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Opere femminili e delicate sulla fragilità umana

 

di Cristina Saglietti