Parasimpatico, la mostra di Pipilotti Rist

Una delle voci più autorevoli e anticonformiste dell’arte di oggi nella sua prima personale in uno spazio istituzionale italiano: è Pipilotti Rist, videoartist capace di dare vita a lussureggianti panorami digitali, natura umana e vegetale che si fondono in un mix vorticoso di melodie e colori.

L’artista svizzera, che ha esposto con mostre personali nei più celebri musei del mondo, tra cui il MoMA e che in questo periodo e fino al 15 gennaio all’Hayward Gallery di Londra presenta sulla riva del Tamigi un’installazione di mutandoni bianchi illuminati che molto ricordano le atmosfere dei Quartieri Spagnoli di Napoli, propone con la mostra “Parasimpatico” (fino al 18 dicembre) un percorso caleidoscopico che fa esplicito riferimento a quella parte del sistema nervoso che regola le funzioni corporee che non controlliamo: la digestione, la fame, la sete, il respiro. E l’opera di Pipilotti Rist funziona più o meno allo stesso modo: coinvolge in un modo che non si può rifiutare, “possiede” i visitatori che diventano parte di un organismo vivente fatto di video arte e di canzoni reinterpretate, come quella di Wicked Game di Chris Isaak.

Promossa dalla Fondazione Trussardi – la stessa che lo scorso anno aveva portato a Milano Pig Island, il capolavoro monumentale di Paul McCarthy, e che ancora prima aveva suscitato polemiche con gli adolescenti impiccati di Cattelan – la mostra ha trasformato in lanterna magica un luogo prestigiosissimo e ad alto valore simbolico: l’ex cinema Manzoni di Milano, per più di cinquant’anni una delle sale cinematografiche più importanti della città e i cui bellissimi interni e le decorazioni sontuose sono chiusi al pubblico dal 2006.

E per riaprire e restituire alla città – probabilmente per l’ultima volta – questo spazio non vi poteva essere scelta migliore di un’artista che è ben nota per le sue esplorazioni del cinema e dell’immagine come luogo del desiderio.

di Alessia Fabbri