Quando le bambole cambiano look con lo scopo di educare

 

“La società in cui viviamo è assurda per un numero considerevole di motivi”.
Per esempio, se ci pensate, per quanto numerose, non sono ancora abbastanza le persone veramente attente all’alimentazione e al proprio livello di salute generale. Eppure poi si cerca tutti, quasi indistintamente, di correre ai ripari con diete improbabili quanto improponibili per seguire senza un reale perché quella forma fisica “perfetta” sempre e puntualmente messa in bella vista su giornali, riviste, tv, pubblicità e persino attraverso il corpo delle bambole con cui giocano i bambini fin da piccoli.

Ricordiamo una tra tutte la Barbie e il suo inseparabile Ken.

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Bambole, modelli “sbagliati” per le bambine

Molte mamme si lamentano che le figlie vorrebbero diventare solo le future veline, essere modelle e non andare a scuola, ma poi tutti i modelli educativi che si propongono in famiglia sono banalmente gli stessi: le bambole e i giochi che si comprano sono quelli “commerciali” che hanno tutti e i programmi in tv, persino quelli per ragazzini, ormai inculcano in tutti i modi modelli di vita e di personalità ben diversi da quelli della realtà dove ognuno di noi con grande probabilità non è stato cosi facilmente baciato dalle più belle fortune del mondo e dove tutti dobbiamo convivere con alcuni “difettucci“, quelli che alla fin fine ci rendono differenti dagli altri. E’ un mondo che va un po’ cosi… senza particolare grazia e criterio!

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Siamo tutte Barbie?

 

Scommetto che siete tutte lì che state cercando di trovare tra il gruppo delle Barbie quella che è almeno bella e perfetta (più che altro) quanto voi. Io… dunque… assomiglio alla 5° da destra… ovviamente non c’è paragone, la sottoscritta è ancora “più perfetta”… non ci sono dubbi no?

Fortunatamente però ci sono delle belle eccezioni e non sempre “tutto deve andare un po’ cosi“: esistono qua e là delle buone idee, dei percorsi educativi più costruttivi e creativi che con buona probabilità aiutano a crescere meglio e con una personalità più aperta e “sostanziosa”.

Un esempio è quello portato avanti di recente da una signora, l’artista canadese Wendy Tsao, alla quale è venuta davvero una bella idea: quella di cambiare look alle famose bambole Bratz, per intenderci quelle con la testa larga, le labbra gonfie e gli occhi grandi e super truccati.

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Le bambole di Wendy Tsao

Ha creato una sorta di prima e dopo, liberandole dagli evidenti eccessi e rendendole molto simili a come sono state di aspetto molte donne reali, che hanno segnato la storia distinguendosi nelle battaglie per i diritti umani o più in generale nel loro lavoro.

Ecco allora una bambola che assomiglia a Jane Goodall, considerata il maggior esperto a livello mondiale di scimpanzé.

Jane Goodall ha studiato gli scimpanzé selvatici per 55 anni nel Parco Nazionale di Gombe Stream, Tanzania. E’ la fondatrice del Jane Goodall Institute e Roots & Shoots e ha lavorato a lungo su questioni relative al benessere degli animali e alla loro conservazione.

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Malala Yousafzai

Poi c’è la bambola che assomiglia a Malala Yousafzai, nata il 12 luglio del 1997, in una valle nel nord-ovest del Pakistan, la più giovane Premio Nobel al mondo: aveva 17 anni quando nel 2014 meritò questo premio.

Nel 2009, quando Malala aveva 12 anni, ha accettato di scrivere un blog per la BBC, sotto pseudonimo, descrivendo la sua vita sotto i Talebani, un movimento fondamentalista islamico che stava cercando di prendere il controllo della valle (i talebani sono condannati per il brutale trattamento riservato alle donne).

Come è facile pensare lei e la sua famiglia sono stati nel corso del tempo più volte minacciati di morte soprattutto perché Malala ha insistito nel descrivere come questo movimento impediva ai bambini di andare a scuola e ricevere un’educazione, sino a quando nel 2012 un uomo armato talebano salì sullo scuolabus dove viaggiava Malala e le sparò tre volte colpendola anche alla testa.

Malala oggi ha recuperato completamente la sua salute e continua il suo lavoro impegnandosi affinché tutti i bambini del mondo, soprattutto quelli che vivono nelle zone più povere della terra, possano andare a scuola liberamente e senza paure.

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Waris Dirie

Di bambole come queste ce ne sono altre: c’è quella che assomiglia a Waris Dirie, nata in Somalia nel 1965 e scappata a soli 14 arrivando sino a Londra perché la sua famiglia le aveva combinato un matrimonio con un uomo di 60 anni.

A Londra ha trovato un lavoro sino a quando fotografata per caso da un fotografo professionista diventò una famosa modella.

Waris Dirie nel 1998 ha scritto Waris Desert Flower, un’autobiografia che è diventata un vero e proprio best seller internazionale e da allora ha scritto altri libri di successo.

Nel 2002, ha fondato la Fondazione Fiore del Deserto alla quale è stato dedicato anche un film e un’altra fondazione per la Dignità e i diritti delle donne

Se andate sul sito di Wendy Tsao potrete trovare le storie di altre donne importanti diventate bambole come quella di Roberta Bonder, la prima astronauta donna nonché neurologo.

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La prima astronauta donna: Roberta Bonder

Oppure potrete leggere la storia e comprare la bambola che assomiglia a Joane Rowling.

Chi è? La scrittrice di Harry Potter che descrive la sua infanzia travagliata in famiglia.

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La scrittrice di Harry Potter

Non vi sembra davvero una bella idea quella delle bambole che ricordano donne importanti?

Wendy Tsao infatti afferma: “se una bambina gioca con bambole che rappresentano donne straordinarie può comprendere meglio il suo potenziale, credere di poter rivestire un ruolo importante, molto più che voler diventare una principessa“.

 

 

di Cristina Saglietti