Facebook: social network bigotto?

"Etude du nu”, Laure Albin Guillot
"Etude du nu”, Laure Albin Guillot

Un nudo femminile della fotografa francese Laure Albin Guillot (1879-1962), pubblicato sulla pagina del museo parigino “Jeu de Paume” per illustrare la retrospettiva in corso dedicata all’artista è stato censurato da Facebook. Il motivo, attenzione attenzione, sarebbe che l’“Etude du nu”, raffigurante una donna distesa a seno nudo, “infrange gli standard della comunità Facebook”. Wow, addirittura. Dura la replica comunicata sulla stessa pagina Facebook dagli amministratori del Museo che, a seguito dei numerosi messaggi di sostegno, ha deciso che in futuro non si piegherà più alla censura del social network:

La polémique doit inciter les administrateurs de Facebook à reconsidérer leur position. Ne pas différencier une oeuvre d’art d’une image à caractère pornographique est un amalgame douteux mais surtout dangereux.

“L'origine del mondo”, Gustave Courbet
“L'origine del mondo”, Gustave Courbet

In effetti, non riconoscere la differenza tra un’opera d’arte e la pornografia è piuttosto grave, oltre che pericoloso. Ma Facebook non è nuovo a queste uscite “stravaganti”. Già in passato aveva bloccato i profili di diversi internauti – tra cui quella di un artista danese, Frode Steinicke – perché avevano osato pubblicare “L’origine del mondo” di Gustave Courbet e tra le vittime eccellenti del “neo-puritanismo” del social network è stato persino il Centre Pompidou per aver pubblicato un’immagine di nudo di Gerhard Richter, “Ema”, subito ripristinata dopo le proteste.

"Ema", Gerhard Richter
"Ema", Gerhard Richter

di Alessia Fabbri