Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"

Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"
Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"

Tre istallazioni, tre vivide rappresentazioni di maestose espressioni della natura: una cascata, un’eruzione vulcanica, un ghiacciaio. Da un’idea dell’artista ceco-danese Theresa Himmer nasce questa trilogia che trova collocazione sui muri di Reykjavik con un comun denominatore: le paillettes luccicanti che, posizionate su un supporto di legno compensato e plastica, non sono rigide ma seguono sinuosamente il movimento del vento e di qualsiasi altro agente atmosferico. E l’effetto che riesce a ottenere è incredibile (vedi video in fondo)!

Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"
Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"
Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"
Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"
Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"
Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"
Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"
Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"
Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"
Street art e natura: la trilogia “The Mountain Series"

L’idea per “The Mountain Series” nasce dalla fascinazione dell’artista per i sistemi a paillettes elettroniche utilizzati nel mondo della pubblicità in continuo movimento per attirare l’attenzione del consumatore: qualità visive che in qualche modo richiamano gli effetti che talvolta luce, vento, pioggia hanno sul paesaggio.
Così, nelle “Series”, nate come reazione alla magia della natura e della cultura islandesi, le paillettes operano su due livelli distinti: luccicando come acqua, lava e ghiaccio hanno una dimensione formale che in questo contesto (muri di palazzi anonimi della capitale islandese) mettono in risalto la relazione tra naturale e artificiale. Ma il lavoro ha anche un’intenzione di critica alla commercializzazione crescente delle risorse ambientali islandesi.
E se vuole essere anche un modo per ricordarci dell’imponenza e della bellezza della natura direi che Theresa Himmer ci è riuscita perfettamente.

Via.

di Alessia Fabbri