Upcycling: l'arte dello pneumatico

La gomma degli pneumatici è un materiale simbolico, la vera incarnazione dell’essenza “on the road”: sarà questo che spinge molti artisti a utilizzarla come materia prima, trasformandola, dopo trattamento e lavorazione, in scintillanti sculture e oggetti decorativi?

Chissà. Cosa certa è che in mano ad artisti con le estrazioni culturali più diverse lo stesso materiale, del tutto estraneo al mondo dell’arte fino ad epoca recente, assume, forse per contrasto con la sua valenza tecnologica, forme e motivi che richiamano fortemente la tradizione estetica di provenienza di ciascuno.

La mutazione è il concetto che accompagna le impressionanti sculture in gomma realizzate dall’artista di origine koreana Ji Yong Ho, che crea le sue opere assemblando strisce di pneumatici e catturando lo spirito e l’espressività degli animali che rappresenta.
L’artista belga Wim Delvoye incide a mano gli pneumatici ricavando incavi intricati a motivi floreali o Art Deco e lasciando intatta la forma originale della ruota.

Wim Delvoye
Wim Delvoye

Per l’artista afroamericana Chakaia Booker “Gli pneumatici sono un simbolo della falsa diversità culturale che caratterizza il mondo: nessuno è uguale all’altro – uno ha tracce di ruggine, un altro di polvere… – ma a una prima occhiata sembrano tutti identici”. E sull’idea del movimento: “Non solo voglio che le mie sculture sembrino camminare, devono farlo davvero. Che vadano fuori dai musei: negli aeroporti, nei centri commerciali, nelle strade”.

L’artista messicana Betsabeé Romero intaglia gli pneumatici disegnando icone e simboli precolombiani e li utilizza per dipingere tessuti con i motivi risultanti.
È Junk Art, arte “spazzatura”, perché utilizza materiali che altrimenti finirebbero tra i rifiuti, ma anche arte “sostenibile” perché priva di impatto ambientale, quella che utilizza gli pneumatici: sicuramente una materia che tarderà ad esaurirsi.

di Alessia Fabbri