Per ricordarci il valore delle donne: Women are Heroes

Divampa in questi giorni il dibattito sul femminicidio in Italia. Certo, se ne parla, e sarebbe grave non fosse così (come d’altronde non lo era fino a epoca recente), perché ogni due giorni in Italia una donna muore, uccisa dai colpi assassini di uomo che diceva di amarla. Così la Boldrini richiama all’ordine mettendo i puntini sulle “i” e dicendo che bisogna chiamare le cose con il giusto nome, cioè “assassinii premeditati” e non semplici “raptus”, oggi Radio 24 dedica addirittura l’intero palinsesto al femminicidio con interventi e interviste nei programmi e nei Gr e con lo Speciale Femminicidio condotto da Roberta Giordano alle 21.00, mentre qualche giorno fa Paola Cortellesi e Paola Ferrari polemizzavano sul monologo antifemminicidio della prima. Nel frattempo si susseguono gli eventi, “Women liber@ dalla violenza” di ieri a Roma, “Mostrami” lo scorso fine settimana a Milano e via dicendo.

Ben venga tutto ciò e ancor di più. Forse però ci si potrebbe soffermare un po’ più sulla violenza in generale (quella fisica e psicologica), più nascosta e più subdola, e non solo sull’atto finale dell’assassinio, che ne è l’apice. Forse, oltre alle parole, servirebbero immagini (come mai in Italia non c’è ancora una campagna ufficiale contro il femminicidio?!) e, che ve lo dico a fare, l’arte. Per questo ci piace il lavoro di JR, street artist, creativo e fotografo di origini francesi. Il suo progetto “Women are Heroes” è partito dalle favelas di Rio de Janeiro per spostarsi altrove, ovunque, invadendo le strade, le piazze, i ponti, le scale delle città di Brasile, India, Cambogia, Liberia, Kenya, Sierra Leone ma anche Francia, Stati Uniti, Inghilterra, con il ritratto degli sguardi delle donne, di tutte le donne. Gli occhi non sono lo specchio dell’anima: sono il ritratto vivo della città, secondo JR. E quanti occhi può avere una città? Tanti quanti quelli delle donne che la attraversano, la vivono, la parlano, la danzano, la faticano.

di Alessia Fabbri