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Yarn Bombing: street art all'uncinetto

Arte di strada e progetti partecipativi: con ago e filo, un nuovo movimento underground sta cambiando i connotati delle nostre città

di Alessia Fabbri

Yarn Bombing
Yarn Bombing

Una nuova forma di arte urbana, pacifica, ecologica, multicolore e assolutamente femminile, sta sorprendendo sempre più ogni giorno che passa gli ignari abitanti delle metropoli occidentali. Niente bombolette spray: il nuovo movimento underground utilizza fili di lana intrecciati e lavorati all’uncinetto, che invadono e ricoprono con dolcezza tutto ciò che incontrano sul loro percorso lasciando al loro passaggio tracce di maglieria artigianale, gigantesche opere che ricoprono cartelloni pubblicitari, muri, statue…

Yarn Bombing
Yarn Bombing

Questa nuova tendenza, che trasferisce il knitting dei maglioni, dei cuscini e dei copriteiere dall’ambiente domestico all’arredo urbano, si chiama Yarn Bombing e sta arrivando anche da noi: sei pronta?!

Autobus di Magda Sayed
Autobus di Magda Sayed

L’origine del movimento Yarn Bombing

Tutto nasce quasi per caso nel 2005, quando alla titolare di un negozio di abbigliamento in Texas, Magda Sayeg, viene l’idea di utilizzare maglioni semilavorati per ornare le maniglie delle porte. Vera e propria capostipite di questa nuova generazione di street artist (suo il vecchio autobus in disuso coperto interamente di maglia all'uncinetto esposto ora a Città del Messico), con il gruppo Knitta Please ha recentemente coperto 99 tronchi d’albero con elaborati cozies in maglia a colori sgargianti.

Wall Street Bull di Agata Olek
Wall Street Bull di Agata Olek

L'idea è tanto amata e apprezzata che ha presto imitatrici in tutto il mondo, tra queste l’artista Agata Olek, la cui opera più celebre, il famoso toro simbolo dei rialzi della Borsa ricoperto da un fitto maglione e dedicato ai poveri, la ritroviamo a New York, e l'italiana Giusy Marchetti che al Miniartexill ha esposto la sua Fiat 500 intitolata "Mi ritorni in mente" e ricoperta all'uncinetto.

Mi ritorni in mente di Giusy Marchetti
Mi ritorni in mente di Giusy Marchetti

Nei Paesi Bassi, le signore della Knitted Landscape coprono di rose a maglia le strade cittadine dissestate o i nidi di uccelli abbandonati su vecchie grondaie arrugginite. A Stoccolma, il gruppo Masquerade si attiva di notte per coprire i segnali stradali e i cartelloni pubblicitari con stravaganti e coloratissimi pattern lavorati a maglia.

Yarn Bombing in Ontario, Canada
Yarn Bombing in Ontario, Canada

La nuova tendenza artistica internazionale sarà descritta nel documentario “Yarn Graffiti Documentary” che la regista Sarah Gonzalez sta realizzando sul fenomeno Yarn Bombing coinvolgendo come produttore il regista John Moore, con l’obiettivo di far conoscere ed apprezzare questo movimento, affinché possa continuare a crescere. Qui il video-anteprima che ha realizzato per il fundraising:

La Yarn Bombing in Italia

Anche in Italia iniziano ad arrivare i primi segnali di questa tendenza: Knittami è uno dei primi esempi italiani del movimento e si propone di colorare la città con filati, ferri e uncinetti, raccogliendo all’interno del blog le foto che le Yarn Bombers italiane vorranno inviare.

Yarn Bombing
Yarn Bombing

Esistono già alcune iniziative che stanno utilizzando il forte impatto mediatico offerto dal Yarn Bombing per trasformare e dare nuova vita agli spazi urbani degradati; è il caso dell’iniziativa ‘Mettiamoci una pezza – Una città ai ferri corti’, promossa dall’associazione culturale Animammersa, un’azione partecipativa di urban knitting dedicata al centro storico di L’Aquila nell’occasione del terzo anniversario del sisma.

Piazza Duomo, L'Aquila, aprile 2012
Piazza Duomo, L'Aquila, aprile 2012

Dal termine crowd (folla, gente), utilizzato spesso in ambito marketing per creare neologismi che definiscano attività con una forte componente di condivisione e collaborazione (come crowdsourcing, crowdfounding) prende il nome il progetto Crowdknitting, la cui missione è creare in collaborazione e condivisione progetti che caratterizzino ambienti urbani e sostengano iniziative sociali. L’attività sarà rapportata a un vero e proprio manifesto di Yarn Bombing, da rispettare nello svolgimento di ogni installazione:
1. Le opere saranno realizzate con materiali quali, lana, filati, talvolta con oggetti di recupero opportunamente modificati
2. Le tecniche utilizzate saranno il knitting e il crochet, con qualche contaminazione che non dovrà comunque essere preponderante
3. Saranno destinate all’esclusivo abbellimento degli arredi urbani
4. Le installazioni avranno carattere temporaneo
5. Non costituiranno intralcio alla viabilità
6. Saranno completamente removibili
7. I temi delle installazioni non dovranno essere offensive nei contenuti
8. Dovranno essere identificabili tramite rivendicazione del gruppo e dell’artista che le ha create

Yarn Bombing
Yarn Bombing

Le attività del progetto sono documentate sull’omonimo sito. Prossime iniziative: la prima installazione concreta a Bassano del Grappa in occasione del World Wide Knit in Public Day (che quest’anno non è un giorno ma una settimana, quella che va dal 9 al 17 giugno). Insieme a Pensieri fatti a mano sarà inoltre presente al Fashion Camp, dove ricreerà l’atmosfera di un Knit Cafè, nel corso del quale sarà proposto un progetto di Yarn Bombing e qualsiasi knitter potrà partecipare dando il suo contributo! Pronta anche tu ad armarti di ago?