Giù le mani da mio figlio

Telefono Azzurro e la campagna contro il bullismo
Telefono Azzurro e la campagna contro il bullismo

Sono una mamma e mi hanno chiesto cosa penso del bullismo.

“Giù le mani da mio figlio”. E’ la prima cosa che mi viene in mente.
Una parola che mi fa paura, il bullismo, ed in un attimo mi fermo a pensare a quali siano le ragioni che ci hanno portati fin qui.

Sono giovane, ho 32 anni e due bambine che crescono a vista d’occhio.
Al giorno d’oggi siamo tutti troppo impegnati a cercare di capire perchè la nostra vita non va come vorremmo ma ci dimentichiamo che come non esiste per noi un libretto di istruzioni per vivere non esiste nemmeno per i bambini, per i ragazzi, per i giovani che domani prenderanno il nostro posto.

Siamo assuefatti al solo nostro modo di vivere e pensare, senza tenere minimamente in considerazione quali sono i veri valori da fare nostri e da insegnare alle generazioni future.

Come possiamo noi genitori insegnare ai bambini a comportarsi bene, a rispettare l’altro, a difendere le proprie idee con argomentazioni sensate senza usare brutte parole o ancora peggio la violenza, se noi per primi non ne diamo esempio?

Non esistono solo i gesti più efferati, quelli che creano scandalo, quelli che finiscono sulle pagine dei giornali: c’è una quotidianità tra i minori fatta di violenza che scorre sotterranea, che non salta all’occhio ma che scava nel profondo e crea danni, dei pesantissimi danni.

Quello che subisci da piccolo, può segnarti tutta la vita.

Sto parlando del bullismo più privato, di quell’atteggiamento e stato d’animo spocchioso che i bambini applicano alle loro vite per poter prevaricare e prevalere, come sintomo di una necessità di dimostrare un valore che in fondo in fondo magari non c’è, ma non perchè sono dei bambini amorali, no, forse solo perchè non hanno i mezzi per far capire il loro pensiero.

Cos’è il bullismo se non una manifestazione negativa di necessità di primeggiare? Insegniamo ai nostri figli a dare sempre il massimo, ad essere sempre migliori, ad essere i più bravi, li mettiamo sotto pressione e a loro volta, come noi scarichiamo le nostre angosce o frustrazioni con un calice di vino alla sera dopo una giornata di lavoro, loro sfogano il loro malessere e la loro voglia di “non essere come tu mi vuoi” sui più deboli, su coloro che apparentemente non hanno mezzi per difendersi.

Da madre di due giovani donnine mi rendo conto che a volte sono io stessa ad impormi con loro, con risposte secche, senza motivazione. Non va bene.

E succede poi di riascoltare le mie stesse imposizioni nelle loro parole, nei loro battibecchi tra sorelle.
Questo mi fa riflettere, mi fa capire che io stessa devo cambiare per poter avere un giorno due donne al mio fianco capaci di difendersi e di argomentare le loro motivazioni senza usare la violenza o il mobbing, altresì vorrei che i genitori di tutti i bambini potessero ragionare sulle loro vite e capire dove sta l’errore, cosa spinge un bambino a prevaricarne un altro.

Perché un ragazzo per sentirsi forte e sicuro deve adottare comportamenti violenti, dispotici, privi di una qualsiasi forma verbale che sposterebbe la discussione su livelli molto più costruttivi e non distruttivi?

Noi adulti possiamo cambiare questa visione, per far si che tutto quello che loro sentono, provano, ma che non riescono ad esprimere si trasformi un bel giorno, magari oggi stesso, in un gesto d’amore, di comprensione, di accettazione, senza dover lottare giornalmente con la paura che qualcuno possa imporsi negativamente su di loro.

Le armi del futuro non sono costruite con l’acciaio, non sono sintetizzate in laboratorio, non creano danni fisici. Le armi del futuro sono le parole e la capacità di esternare tutte le paure e il disagio con il dialogo.

Se vi accorgete che i vostri bambini sono strani, sono restii al dialogo, se non vi raccontano nulla e non vogliono essere coinvolti nella vita familiare, ponetevi qualche domanda, cercate di capire se covano detto rabbia e offrite loro l’arma più potente, quella della parola.

A voi che siete genitori come me dico: “La bocca usiamola per baciare, per raccontare per sussurrare parole amorevoli, insegniamo loro l’amore per la vita e il rispetto per il prossimo.”.
Perché io voglio che i miei figli e i figli di tutte le persone possano ancora andare a scuola felici con il loro zainetto ed avere come unica preoccupazione quella di non essere interrogati se non hanno finito di studiare la sera prima. Null’altro.”

Telefono Azzurro e la campagna contro il bullismo

Telefono Azzurro e la campagna contro il bullismo
Telefono Azzurro e la campagna contro il bullismo

Secondo i dati dell’indagine svolta da Telefono Azzurro con Doxa Kids, il 35% degli adolescenti italiani ha subito episodi di bullismo, uno su tre di questi casi avviene in ambito scolastico.
Non “ragazzate” destinate a esaurirsi in piccoli scherzi o normali litigi, ma episodi di vera e propria persecuzione e discriminazione violenta, che portano spesso le vittime più fragili a gesti estremi. O aprono ferite destinate a restare per tutta la vita.

È per portare alla luce questo universo di dolore sommerso che Telefono Azzurro lancia la grande campagna “Fermiamo il bullismo. Adesso”, una chiamata rivolta a tutti, ai ragazzi, ai genitori, agli insegnanti, agli educatori, ma anche ai media e alle istituzioni, perché il fenomeno del bullismo non resti nel silenzio ma diventi tema di discussione e di confronto.

Un tema che diventa visibile in tutta la sua crudezza nel video realizzato dai creativi dell’agenzia Armando Testa: 30 secondi-shock che accompagnano la campagna di attivazione e raccolta fondi.
Dall’1 al 21 dicembre, infatti, è possibile effettuare una donazione a Telefono Azzurro via sms o telefono fisso al numero al 45596, per consentire all’associazione di potenziare i propri canali d’ascolto, le linee telefoniche 196.96 e la chat dedicata.
Telefono Azzurro aiuta da anni migliaia di bambini e adolescenti vittime di bullismo: tramite telefono possono trovare una voce amica ed esperta di operatori e volontari capaci di ascoltare il loro dolore e le loro paure, e di attivare in maniera rapida ed efficace tutti gli strumenti che possono portare un aiuto concreto.

PARTECIPA ANCHE TU con Bigodino.it ALLA CAMPAGNA DI TELEFONO AZZURRO:

CONDIVIDI sul tuo profilo Facebook o via Twitter il video, e lancia il tuo appello contro il bullismo attraverso l’hashtag #fermailbullismo.
Un gesto semplice per far uscire dal silenzio la violenza e dire basta al bullismo, in tutte le sue forme.

DONA dall’1 al 21 dicembre attraverso il numero 45596 (1 euro con sms da cellulare personale; 2/5 euro con chiamata da rete fissa).

di Redazione