Le blogger, un mondo diverso

Era marzo 2010 quando il mio capo mi chiese di iniziare a pensare ad uno nuovo sito aziendale a target femminile.
Da quel giorno iniziarono le ricerche e mi imbattei da subito nel mondo delle blogger. Non mi ricordo di preciso se fu
una mia scelta, ma credo che nella ricerca di qualcosa di “diverso” fu quasi scontato ritrovarmi nel mondo underground dell’informazione.
Da quel giorno, iniziai a guardare blog su blog, di moda, di beauty, di protesta, di sfogo e più leggevo e più mi piacevano.
Fu proprio in quel momento che maturai l’idea di inserire le blogger come redattrici e che preferivo loro alle super redattrici che probabilmente avrei dovuto condividere con testate patinate. Il loro lavoro sarebbe stato al massimo prendere un comunicato stampa, fare due tagli e pubblicalo online senza un minimo di anima.
Quello che volevamo al tempo e quello che continuiamo a volere oggi è altro.
Vogliamo leggere le vite di queste ragazze, vogliamo vivere le loro avventure e siamo sicuri che questo piacera anche a te che leggi.
Le blogger sono persone come noi, sono donne vere e reali con i loro pregi ed i loro difetti, anche fisici.
Le donne reali non sono “quel mucchietto di ossa” che vedete sulle riviste di moda e neanche quelle svampite che vanno a tirarsi i capelli nei reality show.
Per questo Bigodino.it è uno specchio della realtà.

Se mia figlia fosse una blogger, ne sarei orgogliosa…

Essere blogger a mio avviso va oltre allo status stesso. Una ragazza che a venti anni decide di intraprendere questa strada, forse ancora non si rende conto che a suo modo è una piccola imprenditrice.
Per anni ho lavorato come assistente all’università e per anni ho visto tanta gente impreparata che si limitava a ripetere a pappagallo e pure male quello che era scritto sui libri, era difficile che qualcuno riportasse un’esperienza personale o facesse altro di interessante oltre allo studio.
Questo per dirti che un giorno, ad un colloquio queste ragazze avranno qualcosa in mano. Un’esperienza di vita, un’esperienza lavorativa da rivendere.
Perche’ avere un blog in fondo è un lavoro. E’ un impegno quotidiano, è un lavoro di ricerca, è tempo investito, anche se spesso non si guadagna neanche un euro.
Un blog è un investimento sul proprio futuro professionale.

Ai miei tempi non c'era internet!

Da adolescente, intorno ai 16 anni, ero una ragazzina piuttosto inquieta ed annoiata da un città di provincia. Mi piaceva la musica, quella alternativa e quando andavo in giro con i capelli blu e la bicicletta, piuttosto che in motorino e boccoli per omologarmi al resto dell’umanità, ero orgogliosa di me stessa.
L’informazione tardava ad arrivare, non c’era internet, ma pian piano iniziai ad interessarmi di quello che succedeva nelle altre città. Così conobbi tanti gruppi musicali italiani e decisi di iniziare a scrivere una Fanzine.
La mia fanzine (antesignano del blog), era un piccolo giornalino dove intervistavo gruppi, recensivo dischi, parlavo di concerti e di una scena totalmente underground di musica.
Ovviamente a Terni con mi capiva nessuno, che te lo dico a fare. I gruppi che seguivo di Milano molto presto diventarono famosi, pensa te.
Scrivevo al computer, stampavo e poi con tanta pazienza, colla e forbici davo forma al mio giornalino. Facevo le fotocopie e spedivo a chi me lo richiedeva.
Questa esperienza di vita mi aiutò molto. Sopratutto a guardare la vita in maniera differente.

Tutto questo per dire che…

Che una blogger è molto di più. Che chi ha inventiva va premiato e che nel mio piccolo cerco di cambiare la scena.
Si alla meritocrazia, si alle persone vive e vere, via le larve ed i pasassiti sociali.
Perchè ora, care blogger avete venti anni e forse non ve ne accorgete, ma quando sarete più grandi voi avrete qualcosa di più.

Con tutta la mia stima ragazze (e ragazzi).

di Silvia Viali

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